⛪ Chiese e santuari

San Gottardo

📍 Brescia, Lombardia · 52/100

Il 4 maggio 1469 il medico comasco Antonio de Balestris fece posare la prima pietra della chiesa di San Gottardo sui Ronchi del Monte Maddalena, sciogliendo un voto per la guarigione dalla podagra. Posizionato a circa 400 metri di altitudine ad est di Brescia, il complesso sorse nei terreni noti come "Le Tezze alte dei Tordi" e fu affidato ai frati Serviti della chiesa di Sant'Alessandro. Portato a termine nei primi decenni del Cinquecento da frate Adeodato Caprioli, l'edificio fu soppresso dal Senato veneto nel 1797 per poi diventare parrocchia autonoma nel 1936.

Cosa vedere

L'esterno in pietra locale e laterizio a vista si presenta privo di decorazioni complesse, con una facciata asimmetrica introdotta da una scalinata, un portale centrale sormontato da un rosone e la porta lignea scolpita negli anni Settanta da Giuseppe Rivadossi. L'interno ad aula unica presenta una copertura in legno e tavelle di cotto, con cappelle sul lato sinistro e un presbiterio voltato e rialzato, introdotto da un arco santo a sesto acuto. Tra le opere d'arte spicca la pala cinquecentesca di Luca Mombello raffigurante San Gottardo benedicente con la mitria rifiutata ai suoi piedi, affiancato dai frati Filippo Benizi e Gioacchino da Siena. In una navata laterale si trova una statua del santo con mitria, pastorale e bibbia, mentre l'aula ospita anche dipinti trasferiti da San Fiorano e dal Santuario della Madonna del Patrocinio, tra cui una pala d'altare eseguita da Sante Cattaneo.

La visita

La chiesa custodisce le reliquie del beato Carlo I d'Austria e dei santi Faustino e Giovita, collocate sopra l'altare nel 2007. Durante la festività del 4 maggio, detta in dialetto "fera de San Gothard", viene esposto al pubblico un reliquiario d'argento della fine del Seicento contenente il "digitus sancti Godehardi". In questa occasione si svolge una breve processione nel cortile del convento e viene storicamente preparata la trippa per i devoti.

Il consiglio della redazione

Al centro del chiostro del complesso conventuale si trova l'antico pozzo a cisterna: la tradizione popolare ritiene che l'acqua non si prosciughi mai e la considera benedetta per via dell'immagine del santo custodita sul fondo.

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