Cosa vedere · Aversa

Altri punti di interesse

  • Chiesa di San Bartolomeo

    La chiesa di San Bartolomeo è una piccola chiesa di Aversa, in via Vittorio Emanuele III. È precedente al Settecento e fu costruita per la devozione a san Bartolomeo apostolo; fino agli inizi del Novecento fu sede di una confraternita con lo stesso nome. Oggi è una chiesa sussidiaria della parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo e ospita anche manifestazioni culturali aperte alla città.

    Cosa vedere

    La facciata, di scuola romana, è mossa da motivi in rilievo e da lesene laterali di ordine gigante; sopra il portale si apre un grande finestrone ovale. L'interno è a navata unica, con le campate separate da due coppie di lesene binate con capitelli corinzi, sulle quali corre un fregio in stucco.

    Gli altari in marmo policromo del Settecento sono tre, a cui si aggiunge un quarto altare votivo del Novecento. Il pavimento è in maiolica di scuola napoletana del Settecento. Sull'altare maggiore c'è la statua della Madonna delle Grazie, fatta realizzare a spese dei fedeli: fu portata in chiesa il 16 giugno 1853 e benedetta in quell'occasione dal parroco Farina.

    La visita

    Dopo il terremoto dell'Irpinia del 1980 la chiesa fu chiusa al culto e riaperta solo nel 1997, al termine dei lavori di restauro e consolidamento. Orari di apertura e di culto vanno verificati con la parrocchia.

    Il consiglio della redazione

    La parrocchia da cui dipende, quella dei Santi Filippo e Giacomo in via Roma, ha sede nel santuario di Maria Regina della famiglia, dove ogni anno, da metà giugno a metà ottobre, torna l'icona della Madonna di Casaluce, patrona di Aversa.

  • Chiesa di Santa Maria a Piazza

    La chiesa di Santa Maria a Piazza, vicino al castello aragonese, è considerata la chiesa più antica di Aversa: risale all'XI secolo. Fu costruita in forme romaniche, ma dopo un terremoto, nel Trecento, l'impianto fu trasformato del tutto secondo i canoni del gotico. Anticamente era un luogo di incontro e di scambio di merci tra genti diverse, ebrei, arabi, bizantini e longobardi. Presso la chiesa hanno sede gli uffici della curia vescovile.

    Cosa vedere

    La facciata è in tufo a vista, con tre portali a sesto acuto. Sulla destra, inglobata nella struttura, c'è la torre campanaria, rimasta incompiuta. Sopra la crociera si alza il tiburio ottagonale della cupola, a cui si appoggiano, più basse, le due semicupole dei bracci del transetto e quella dell'abside.

    L'interno è a tre navate. I grossi pilastri e le arcate a tutto sesto della navata centrale sono in tufo a vista, mentre le pareti sono intonacate di bianco; in alcuni punti si vedono pilastri che hanno inglobato colonne più antiche. La copertura a capriate in legno non è originale. La luce entra dal rosone della facciata e dalle strette finestre a sesto acuto in alto. Colpiscono i pennacchi della cupola, in tufo, che spiccano sul bianco della volta; la stessa soluzione si ripete nelle volte del transetto e dell'abside. Sulle pareti restano affreschi e frammenti della prima scuola giottesca e dipinti fino al Cinquecento, tra cui una Madonna col Bambino e santi e una Trinità di Francesco Cicino.

    La visita

    La chiesa è nel centro storico, accanto al castello aragonese. Orari di apertura e delle funzioni vanno verificati con la parrocchia.

    Il consiglio della redazione

    Nel Medioevo la chiesa dava il nome a uno dei sei rioni in cui era divisa Aversa, quello di Santa Maria a Piazza, accanto a Santa Croce, San Girolamo, Sant'Antonio, Sant'Andrea e San Nicola.

  • Chiesa e Convento della Maddalena

    Il complesso della chiesa e del convento della Maddalena, ad Aversa, fu fondato da Carlo I d'Angiò nel 1269, fuori Porta San Nicola, come ospizio per i lebbrosi, trasferito in seguito nell'ospedale di Sant'Eligio. Nel 1420 il convento passò ai frati minori conventuali, che vi rimasero fino al 1813; poi, sotto Gioacchino Murat, l'edificio divenne la Casa dei folli del Regno di Napoli, l'ospedale psichiatrico istituito dal sovrano.

    Cosa vedere

    Della fondazione angioina non resta nulla. Del Rinascimento restano il chiostro in pietra grigia, fatto costruire nel 1430 dall'aversano Jacopo Scaglione e ampliato poi da frate Angelo Orabona, arcivescovo di Trani, che aggiunse il pozzo marmoreo al centro, con lo stemma della famiglia, e fece affrescare le volte dei portici, e la zona del presbiterio della chiesa, con l'alta cupola semisferica che ricorda gli ambienti fiorentini di Brunelleschi.

    La chiesa, a navata unica, conserva il sarcofago di Paolo Lamberto, opera di Giovanni da Nola fatta realizzare dal fratello Pirro nel 1555, e di fronte quello di Angelo Orabona, del 1575, con lo stemma di famiglia e il rilievo della Maddalena. Nelle cappelle si vedono una tela con Santa Lucia, Sant'Antonio e Sant'Aniello di Nicola Mercurio, del 1713, un Crocifisso in legno su tronco d'albero dei primi del Trecento e una Maddalena di Carlo Mercurio. Nel transetto ci sono l'Adorazione dei Magi di Pietro Negroni e l'ancona dell'altare maggiore, con la Madonna col Bambino sopra il modello di una chiesa francescana del Cinquecento e, nelle nicchie, i santi Pietro e Paolo.

    La visita

    Secondo le fonti il complesso è oggi inagibile: prima di andare conviene verificare se la chiesa sia aperta.

    Il consiglio della redazione

    Guardate il pronao della facciata: vi si trova un fregio in marmo che apparteneva a una fontana ed è stato poi riadattato come sarcofago.

  • Museo diocesano

    Il Museo diocesano di Aversa è un museo di arte sacra ospitato nel duomo della città, la cattedrale di San Paolo. Costituito nel 1995, conserva il patrimonio artistico e liturgico della cattedrale. Il percorso è diviso in due parti: una nel deambulatorio del duomo, con reperti architettonici, scultorei e liturgici, e una seconda nella cappella di Loreto e nel Tesoro Vecchio.

    Cosa vedere

    Il deambulatorio stesso è la maggiore novità della chiesa: sette campate con volte a crociera costolonate, secondo le fonti l'unico esempio completo di questo tipo in Italia. Qui si trova la lastra marmorea dell'XI secolo con San Giorgio e il drago, una delle poche sculture preromaniche dell'Italia meridionale: faceva parte degli stipiti del portale maggiore della chiesa, e secondo un'altra lettura rappresenterebbe invece Sigfrido che uccide il drago Fáfnir. Un secondo rilievo mostra, dentro due ghirlande, due leoni in basso e un elefante in alto.

    Tra le opere del museo ci sono argenti sacri del Seicento e del Settecento di importanti botteghe napoletane, tra cui quella dei Guarriniello, diversi documenti di epoca normanna e la Madonna con il Gonfalone, tela datata e firmata da Francesco Solimena e considerata un esempio della sua pittura. Ci sono poi alcune tavole della seconda metà del Quattrocento di Angiolillo Arcuccio, tra cui il celebre Martirio di San Sebastiano.

    La visita

    Il museo è all'interno del duomo di Aversa. Orari e biglietti vanno verificati sul sito della diocesi.

    Il consiglio della redazione

    Nel Martirio di San Sebastiano di Arcuccio compare una rara immagine della cattedrale nel Quattrocento, ancora romanica, con la cupola sormontata dal basilisco, simbolo di Aversa, e l'antico campanile, demolito nel 1492 e sostituito da quello attuale.

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