I primi colonizzatori furono i greci, e vennero per l'acqua: presso la fonte di Nitrodi eressero un ninfeo posto sotto la protezione delle ninfe e di Apollo, dio della bellezza e della salute. Da quel sito vengono i reperti più antichi del territorio — bassorilievi oggi conservati al Museo archeologico nazionale di Napoli, iscrizioni marmoree, monete dell'impero romano e cocci di utensili d'uso quotidiano — e l'acqua c'è ancora, a Buonopane, cercata per le sue proprietà. I nomi raccontano il resto: l'antico casale di Moropano prende il nome dal greco Mur-Pan, che significa «tutto cavo», o «tutte cave», e infatti l'abitato sta proprio in mezzo alle cave del Pallarito, di Candiano, di Terzano e di Nitrodi. Il nome Barano compare invece per la prima volta in due atti notarili del 1300, uno dei quali datato 28 agosto, e poi su una lapide del 1374 che ricorda alcune opere del vescovo Bartolomeo Bussolaro; l'etimologia è incerta — c'è chi la fa venire da contra moerorem, chi le dà il significato di «luogo delizioso», chi la lega a balneum, chi al «podere di Vario». Il «d'Ischia» è stato aggiunto dal comune nel 1862.
Quello che l'isola ha costruito per sopravvivere si vede ancora: centinaia di cantine scavate nel tufo per conservare il vino, e le fosse della neve, dove si teneva il ghiaccio per l'estate. L'ingresso nel comune è segnato dall'antico acquedotto detto dei Pilastri, del 1470; ci sono i mulini a vento di Montebarano e, a Testaccio, la torre dei Saraceni. I saraceni stanno anche dentro la festa: il sabato prima della solennità di san Giorgio l'immagine del santo viene portata ai Maronti per la benedizione della spiaggia e del mare, usanza che risale al tempo in cui lo si invocava contro le invasioni. Una delle leggende racconta che durante un attacco i paesani che si rivolsero al santo videro trasformarsi in soldati i filari di viti coltivati ai Maronti: gli assalitori, credendosi in inferiorità numerica, tornarono a casa. Fra il 1938 e il 1945, infine, Barano non è esistita: fu aggregata a Ischia insieme a tutti gli altri comuni dell'isola, che divenne una sola entità amministrativa.