Chiesa di San Mauro
Parrocchiale e basilica minore di Casoria: facciata ottocentesca, tele di Vaccaro e un organo del 1690.
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Parrocchiale e basilica minore di Casoria: facciata ottocentesca, tele di Vaccaro e un organo del 1690.
Il santuario di San Benedetto, a Casoria, fu iniziato nel 1605 e terminato nel 1694: quasi novant'anni di cantiere, segnati da un incendio e dalla mancanza di fondi.
Probabilmente qui c'era prima una cappella: sembra attestarlo la lapide funeraria di Giacomo Torello da Fano, che partecipò alla spedizione di papa Innocenzo IV contro Corrado IV e morì a Casoria nel Duecento. L'edificio attuale è diverso da quello disegnato in origine: un incendio scoppiato durante i lavori e la mancanza di altri fondi lo fecero accorciare drasticamente. La chiesa, a croce greca, ha un'unica navata e una cupola rivestita di maioliche.
Il campanile è seicentesco, ma la sua prima sezione sembra risalire ai secoli XI-XII. Fu ricostruito nel 1930 e, dopo i gravi danni riportati durante il sisma del 1980, è stato ristrutturato completamente nel 2004. Del complesso fanno parte anche l'antica Congrega del Santissimo Sacramento, dismessa negli anni sessanta del Novecento, e, nella parte retrostante, le strutture nelle quali abitavano i monaci.
Le fonti consultate non riportano orari di apertura né modalità di visita: vanno verificati con la parrocchia. Il nucleo storico dell'abitato di Casoria si riconduce alle attuali via San Benedetto, via Padre Ludovico, via Santa Croce e via San Mauro.
Sulla via adiacente cercate la lapide di marmo che segnala il limite della struttura originaria progettata, prima che fosse accorciata. La biblioteca comunale porta il nome di mons. Mauro Piscopo, già parroco del santuario.
Il CAM Casoria Contemporary Art Museum è un museo di arte contemporanea in via Calore, a Casoria. Il progetto nacque nel 2003 per iniziativa del Comune di Casoria e della Regione Campania, con l'idea di custodire opere d'arte e insieme favorire l'incontro e lo scambio culturale fra artisti e visitatori; il museo fu inaugurato nel maggio 2005, sotto la direzione di Antonio Manfredi, presidente dell'associazione culturale onlus International Contemporary Art Center.
Il museo occupa circa 3500 metri quadrati su un unico livello, con aree dedicate alla pittura, alla scultura, alla fotografia e all'arte multimediale; altri spazi sono riservati ad attività didattiche, al teatro sperimentale, a una biblioteca di testi sull'arte contemporanea e a una libreria.
La collezione permanente conta circa mille opere di artisti provenienti da ottanta nazioni; di particolare rilievo le sezioni di arte africana e di arte cinese, mentre un'altra è dedicata ad artisti napoletani dal secondo Novecento a oggi. Le fonti ricordano anche la mostra «Make Art Not War» dell'11 marzo 2022, con cinquanta opere di artisti ucraini, il cui ricavato fu devoluto in beneficenza alla comunità ucraina, e un episodio del 2012, quando il museo iniziò a bruciare opere della propria collezione per protestare contro gli effetti dell'austerità sui fondi per la cultura.
Il museo è in via Calore, a Casoria. Le fonti consultate non riportano orari, biglietti né il calendario delle mostre: vanno verificati sul sito ufficiale del museo, casoriacontemporaryartmuseum.com, prima di andare. Dal 2021, secondo le fonti, si svolge il CAM APERIART, con mostre a tema, installazioni, performance e la partecipazione di artisti della scena musicale.
Non fermatevi alle sale: nel parco comunale c'è il Parco delle sculture, una mostra permanente di sculture e installazioni realizzate nel 2004.
La casa natale di San Ludovico da Casoria compare nell'elenco dei luoghi di interesse religioso di Casoria. Ludovico, al secolo Arcangelo Palmentieri, nacque qui l'11 marzo 1814.
Le fonti consultate non descrivono la casa: ciò che la rende importante è la storia dell'uomo che vi nacque. Arcangelo Palmentieri fu il terzogenito di Vincenzo, taverniere, e di Candida Zenga, una coppia molto religiosa. Dopo un apprendistato da falegname fu accolto, a diciotto anni, tra i Frati Minori e studiò ad Afragola, a Nola e a Napoli; fu ordinato sacerdote il 4 giugno 1847. Quello stesso anno, mentre pregava davanti al Santissimo Sacramento nella chiesa napoletana di San Giuseppe dei Ruffi, cadde a terra e sentì che era giunto il momento di dedicarsi alla carità.
Fondò i Frati della Carità, detti «bigi», e le Suore Bigie. Con l'aiuto di Ferdinando II riscattò numerosi bambini schiavi al Cairo e ad Alessandria, per dar loro un'educazione e farne missionari nel continente africano; a Napoli fondò l'Istituto La Palma e nel 1871 ad Assisi l'Istituto Serafico, per ragazzi sordi e ciechi. Morì a Napoli il 30 marzo 1885; fu beatificato nel 1993 da Giovanni Paolo II e proclamato santo da papa Francesco il 23 novembre 2014.
Le fonti consultate non dicono se la casa sia visitabile né con quali orari: conviene chiedere informazioni al Comune o alla parrocchia. Il nucleo storico dell'abitato di Casoria si riconduce alle attuali via San Benedetto, via Padre Ludovico, via Santa Croce e via San Mauro.
La memoria del santo è fissata al 30 marzo; la Chiesa napoletana lo ricorda il 17 giugno, giorno in cui nel 1832 vestì per la prima volta l'abito francescano. I suoi resti riposano nella chiesa dell'Ospizio marino di Posillipo, a Napoli, dove fece erigere un monumento con san Francesco che abbraccia Giotto, Dante e Cristoforo Colombo.
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Prossimo appuntamento: San Mauro abate, patrono festeggiato due volte l'anno con la processione e l'incendio del campanile, venerdì 15 gennaio
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