Fino ai primi anni Novanta questa era un parcheggio: le auto stavano in mezzo, in doppia fila, davanti al colonnato. Furono tolte nel 1994, quando Napoli ospitò il vertice dei sette grandi e la città si rifece la faccia, e da allora la piazza è vuota, enorme e pedonale. È lo spazio aperto più grande del centro, e il modo migliore per capirla è attraversarla a piedi da un lato all'altro.
Cosa vedere
Su un lato c'è il Palazzo Reale, con la facciata in piperno e mattoni e le otto statue dei re che hanno governato Napoli, una per dinastia, messe nelle nicchie a fine Ottocento: si leggono come un riassunto di storia, dal normanno Ruggero fino a Vittorio Emanuele II. Dall'altro lato, il colonnato semicircolare abbraccia la piazza e porta alla chiesa di San Francesco di Paola.
La chiesa è una copia dichiarata del Pantheon: pronao con le colonne, cupola grande, interno circolare. Fu costruita per sciogliere un voto, quando i Borbone tornarono sul trono dopo il decennio francese, e il fatto che la piazza sia dedicata al plebiscito con cui il Regno delle Due Sicilie fu annesso all'Italia è un'ironia che i napoletani conoscono bene. In mezzo ci sono due statue equestri di Antonio Canova.
La visita
La piazza è fra via Toledo e il lungomare, cinque minuti dalla stazione della metropolitana Municipio; è sempre aperta e gratuita, mentre la chiesa e il Palazzo Reale hanno orari propri e il palazzo si visita con biglietto. Mezz'ora la piazza.
Il consiglio della redazione
C'è un gioco che a Napoli si fa da sempre: partire dal portone del Palazzo Reale con gli occhi bendati e provare ad arrivare in mezzo alle due statue di cavalli, dall'altra parte. Quasi nessuno ci riesce, perché il pavimento non è piano e senza punti di riferimento si scarta di lato. Provateci, e fatevi guardare mentre finite contro il colonnato.
