Il museo della città distrutta è stato distrutto a sua volta: fondato nel 1861 dentro gli scavi, l'Antiquarium fu centrato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Venne ricostruito nel 1948, poi rimase chiuso per trentasei anni e ha riaperto solo nel 2016, con un allestimento che racconta la storia lunga di questo posto.
Cosa vedere
Nella sala d'ingresso ci sono affreschi in quarto stile, le statue di quattro delfini che venivano da una casa privata, un busto di Dioniso e alcuni graffiti staccati dai muri. Seguono le terrecotte architettoniche dei templi, con le teste di leone e i rosoni, e i frammenti di ceramica greca trovati nel santuario di Apollo.
Il pezzo che spiazza di più è una tomba della valle del Sarno con tutto il suo corredo: risale a otto o nove secoli prima di Cristo, cioè a cinque secoli prima dell'eruzione. Qui si viveva molto prima che Pompei diventasse la città romana che tutti immaginano.
La visita
L'Antiquarium è dentro il parco archeologico, vicino all'ingresso di porta Marina; si entra con il biglietto degli scavi ed è il primo edificio che si incontra, quindi conviene visitarlo all'inizio e non alla fine, quando si è stanchi. Un'ora.
Il consiglio della redazione
Cercate la tomba della valle del Sarno e guardate il corredo: vasi, ornamenti, oggetti di gente che abitava qui quando Roma era un villaggio. Pompei non è una città congelata in un anno, è un luogo con mille anni di storia alle spalle nel momento in cui si è fermata, e questa sala è l'unico posto in cui lo si vede.
