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🏰 Castelli e palazzi

casa del Principe di Napoli (VI.15.8)

📍 Pompei, Campania · 59/100

Questa non è la casa di un ricco: ci vivevano forse una dozzina di persone, compresi gli schiavi, e nacque unendo due abitazioni più piccole. Fu scavata fra il 1896 e il 1898 mentre assisteva ai lavori il principe di Napoli, cioè il futuro re Vittorio Emanuele III, e da lui prese il nome che porta ancora.

Cosa vedere

Gli ambienti sono piccoli e stretti attorno all'atrio, e le pitture furono rifatte poco prima dell'eruzione, in parte dopo i danni del terremoto che aveva colpito Pompei diciassette anni prima. Sono decorazioni di buon livello ma non lussuose: la casa di una famiglia che stava discretamente e teneva alle apparenze.

Dentro sono stati trovati uno scheletro, resti di cibo e oggetti d'uso, il che significa che al momento dell'eruzione la casa era abitata; e poi anfore e pesi da telaio, cioè gli attrezzi di un lavoro tessile fatto in casa. Nei muri ci sono i buchi aperti da chi tornò a scavare fra le macerie subito dopo l'eruzione per portare via quello che si poteva.

La visita

La casa è nella Regio VI, nella parte nord degli scavi; la visita è compresa nel biglietto di Pompei, ma le aperture delle singole case cambiano di giorno in giorno: si controlla la mappa all'ingresso. Un quarto d'ora.

Il consiglio della redazione

Cercate i buchi nei muri: sono la traccia dei saccheggiatori, non degli archeologi. Nei giorni e nei mesi dopo l'eruzione la gente tornò a scavare nelle case sepolte per recuperare mobili, metalli e statue. Pompei non fu abbandonata di colpo, fu svuotata pezzo per pezzo, e queste brecce sono la prova più concreta.

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