Prodotto della terra PAT

Pesto alla Genovese

Basilico, aglio, pinoli, pecorino e olio pestati nel mortaio

detto anche pesto genovese, pesto di basilico

Genova · Liguria

Pesto alla Genovese

Basilico, aglio, pinoli, pecorino e olio pestati nel mortaio di marmo: la salsa che dal 1863 ha una ricetta scritta, nata a Genova.

Basilico, aglio, pinoli, pecorino sardo — a volte con grana o parmigiano —, olio extravergine e un pizzico di sale: il pesto si prepara pestando nel mortaio di marmo col pestello di legno, girando sempre nello stesso verso, mai con il frullatore secondo i puristi. Condisce le trofie, le trenette con le patate, o si allunga con un cucchiaio di acqua di cottura della pasta.

La prima ricetta stampata è del 1863, ne «La Cuciniera Genovese» di Giovanni Battista Ratto: aglio, basilico — o, in sua assenza, maggiorana e prezzemolo —, formaggio olandese e parmigiano grattugiati insieme, pestati fino a diventare una pasta, poi sciolti con olio abbondante. Il formaggio olandese non è un errore: Genova aveva intensi scambi commerciali con i Paesi Bassi, e una comunità di mercanti olandesi vendeva il proprio formaggio nei mercati cittadini. Una revisione della ricetta, firmata da Emanuele Rossi, arrivò nel 1865.

Il basilico come ingrediente principale compare nei documenti solo a metà dell'Ottocento: prima la salsa genovese cambiava con quel che l'orto offriva. Oggi il pesto alla genovese è tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Liguria, e il Basilico Genovese ha la Denominazione di Origine Protetta.