La chiesa dei Santi Bartolomeo e Marino, detta anche Santa Rita o chiesa di San Bartolomeo, è una chiesa in stile barocco di Rimini, sorta sul luogo di una cappella dedicata a san Marino.
Cosa vedere
La chiesa fu fondata nel XII secolo sul sito di una cappella del V secolo dedicata a san Marino e officiata da suore benedettine; le prime attestazioni scritte risalgono al 1136. Nel 1258 vi si insediarono le clarisse, che la riedificarono nelle forme attuali; dal 1464 al 1797 fu affidata ai canonici regolari lateranensi, che costruirono il grande chiostro ancora oggi aperto sul fianco sinistro. Fu ristrutturata nel 1865, quando le venne costruita accanto la caserma Castelfidardo, e dal 1926 è particolarmente sentito il culto di santa Rita.
L'interno, a navata unica con abside, è ricco di opere: sul soffitto tre grandi tele del 1655 del Centino, altre tele di Alessandro Codrini da Rimini e alcuni affreschi attribuiti a Bartolomeo Cesi. Nella prima cappella a destra si trova un affresco con la Madonna, portato qui dal convento dei Cappuccini nell'Ottocento, accanto a una pala di Francesco Stringa con sant'Ubaldo che libera un indemoniato. Sull'altare maggiore è collocata una copia del Martirio di san Bartolomeo di Giuseppe Ribera, mentre la pala che un tempo lo ornava, San Marino e i santi, si trova oggi a Spoleto, nella cappella di Leone XII. Il presbiterio è decorato con affreschi e tele della Vita di san Marino di Giorgio Picchi, e gli scranni del coro in quercia intarsiata risalgono alla fine del Quattrocento o all'inizio del Cinquecento, con qualche differenza fra le fonti. Nella navata si trova il monumento di Antonio Trentanove a papa Pio VI, che nel 1782 alloggiò nel convento adiacente durante il viaggio verso Vienna; al secondo altare di sinistra è un Crocifisso ligneo di uno scultore tedesco del Cinquecento.
La visita
La chiesa è aperta al culto secondo gli orari delle funzioni religiose; il grande chiostro costruito dai canonici lateranensi si apre sul suo fianco sinistro.
Il consiglio della redazione
Notate che la chiesa porta due nomi di santi, Bartolomeo e Marino, e che il secondo è il più antico: san Marino, titolare della cappella del V secolo, ritorna nel ciclo di affreschi della Vita del presbiterio, un filo che attraversa più di quindici secoli di storia del luogo.



