San Biagio, patrono di Lestizza
📅 Ogni anno, il 3 febbraio
Lestizza festeggia san Biagio il 3 febbraio, nella chiesa a lui dedicata.
I nomi di questo comune raccontano un ripopolamento. Fra la fine del nono secolo e la metà del decimo le incursioni ungare svuotarono la pianura friulana, e per rimetterci gente furono chiamati coloni slavi: lo dicono ancora oggi i toponimi di Lestizza e di Sclaunicco, che di quella provenienza portano il segno. Prima c'era già stato tutto il resto: il castelliere «Las rives» presso Galleriano, un abitato di capanne difeso da palizzate e da argini, e poi i romani, con una trentina di siti archeologici sparsi sul territorio, la statuina di bronzo di Marte trovata in località Paluzzana e oggi al museo di Udine, la necropoli Cossetti di Nespoledo e, a Sclaunicco, una ventina di sepolture usate dal primo secolo avanti Cristo fino al settimo dopo Cristo, con dentro anche materiali longobardi. Le prime citazioni dei paesi arrivano in età patriarcale: Villacaccia è villa Chazil nel 1145, possesso di un nobile tedesco, e compare accanto a Lastiza in un documento del 1174; Santa Maria e Sclaunicco nel 1255, Galleriano dieci anni dopo, Nespoledo nel 1302. Contro i turchi si difendevano con le cortine attorno alle chiese e con le torri di avvistamento, che qui si chiamavano toresses.
La comunità si governava con la vicinia, che eleggeva il proprio degano, e furono secoli duri: affittuari sempre in debito con i padroni, epidemie di uomini e di bestie, mortalità infantile altissima. Contro le epidemie dei bovini lavorò il medico Agostino Pagani, di Sclaunicco. Nel 1866, quando il Friuli passò all'Italia, in questo comune sapevano leggere meno di cinque abitanti su cento; e il nuovo confine orientale, che tagliava campi e strade, fu giudicato fittizio e irregolare al punto che Riccardo Fabris, nato qui, gli dedicò un libro intero. Nel primo Novecento nacquero le cooperative e le latterie — quella di Sclaunicco nel 1911 — ma si continuò a partire, anche oltre oceano, e gli emigranti dovettero tornare allo scoppio della Grande Guerra per andare al fronte. Dopo Caporetto si combatté a Sclaunicco, a Galleriano e a Villacaccia, e Nespoledo rischiò di essere data alle fiamme; poi vennero la spagnola e l'alluvione del Cormôr del 1920. All'inizio dell'era fascista, nel 1922, l'assessore Ludovico De Giorgio fu assassinato.
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📅 Ogni anno, il 3 febbraio
Lestizza festeggia san Biagio il 3 febbraio, nella chiesa a lui dedicata.
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Fuori da Lestizza, ma a portata di gita.