Sopra l'altare di questo oratorio c'è un polittico a sei scomparti che non arriva da nessuna bottega famosa: lo fecero maestranze del posto, e sappiamo chi lo pagò e quando. Un certo Micaelis Cassini de Brigali lo commissionò il 2 marzo del 1544. È l'arte come la producevano davvero i paesi, su ordinazione di un compaesano.
Cosa vedere
Nel pannello centrale c'è la Madonna della Neve col Bambino, che la confraternita festeggiava il cinque agosto, e ai lati san Bartolomeo e san Lorenzo; negli altri riquadri la Pietà, la Madonna con san Giovanni Battista, Gesù seduto sul sepolcro, l'arcangelo Gabriele e l'Annunziata. Sulla parete destra c'è anche un olio con sant'Antonio abate di inizio Cinquecento, arrivato da un'altra chiesa e restaurato in modo da riportarlo ai colori originali.
L'edificio è cinquecentesco e sta in posizione rialzata sopra la doppia arcata della fontana, di fronte alla parrocchiale e al castello della Lucertola: nella piazza di Apricale tutto è impilato. Era la sede della confraternita, e nel Settecento fu intonacato e decorato in forme barocche. La facciata ha quattro lesene con capitelli corinzi e un grande oculo ellittico sopra il portone.
La visita
L'oratorio è nella piazzetta principale di Apricale, accanto al municipio, nell'entroterra di Ventimiglia; apre per le funzioni e in occasione delle iniziative del borgo. Venti minuti.
Il consiglio della redazione
Guardate il pannello centrale del polittico e cercate i fedeli dipinti accanto alla Madonna. Non sono figure di riempimento: in un'opera commissionata e pagata dalla gente del posto, chi la pagava ci finiva dentro. Vi state guardando negli occhi con gli apricalesi del Cinquecento, ed è per questo che l'avevano voluta.
