Il patrono di Maissana è san Bartolomeo, festeggiato il 24 agosto, nella chiesa parrocchiale a lui dedicata nel capoluogo, costruita nel 1582: l'altare maggiore in marmo colorato è del 1771, mentre il campanile risale al 1754. Anche le frazioni di Chiama e Tavarone hanno una propria chiesa di San Bartolomeo: quella di Chiama fu l'unica comunità del territorio maissanese ad appartenere alla diocesi di Brugnato anziché all'arcidiocesi di Genova, mentre quella di Tavarone, del XVII secolo, sostituì una precedente chiesa dedicata a San Siro e conserva un coro ligneo del 1715.
La proprietà del feudo di Maissana passò ai Fieschi, conti di Lavagna, che edificarono un castello in località Lagorara: il territorio seguì le sorti della famiglia fino al 1547, quando, dopo la celebre congiura di Gianluigi Fieschi, le proprietà passarono ai Doria e quindi alla Repubblica di Genova. Nella frazione di Santa Maria di Lagorara, la chiesa di Santa Maria Assunta, del Duecento, custodisce nella torre campanaria il più grande concerto di campane della Val di Vara, composto da sei bronzi, la cui campana maggiore pesa circa 15 quintali. Poco distante, l'area archeologica di Valle Lagorara, studiata dalla Soprintendenza Archeologica della Liguria fra il 1988 e il 1995, ha portato alla luce una grande miniera di diaspro a cielo aperto, sfruttata dall'uomo preistorico, con due principali aree di estrazione e resti di ripari e strumenti.