San Giuseppe, patrono di Cassina Rizzardi
📅 Ogni anno, la terza domenica di settembre
Cassina Rizzardi festeggia san Giuseppe la terza domenica di settembre, nella chiesa a lui dedicata.
Nella notte ventosa del quattordici marzo 1900, alle tre, un incendio partito dalla Corte dei Balditt si allargò a tutto il paese e risparmiò tre soli edifici: la villa Porro Lambertenghi, il municipio e la chiesetta. La Provincia di Como del giorno dopo contò 230 persone rimaste senza casa, aggiungendo però che la maggior parte era assicurata. Il nome del comune viene da lì: Cassina è la cascina, e Rizzardi la famiglia nobile comasca a cui i terreni intorno furono infeudati nel 1322.
La villa ha attraversato tutta la storia del paese e poi se n'è staccata. Il conte Luigi Porro Lambertenghi vi tentò nel 1815 un primo esperimento di filanda a vapore; il marchese Giberto, morto in guerra nel 1917, lasciò al Comune la chiesetta con l'obbligo di demolire il cavalcavia che la collegava alla villa. Diventata ospedale, poi centro socio-educativo e scuola professionale, dal 1978 è abbandonata e spogliata delle sue opere d'arte; la Provincia di Como l'ha messa all'asta più volte senza venderla. Tremilacentosettantacinque abitanti.
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📅 Ogni anno, la terza domenica di settembre
Cassina Rizzardi festeggia san Giuseppe la terza domenica di settembre, nella chiesa a lui dedicata.
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Fuori da Cassina Rizzardi, ma a portata di gita.