La chiesa di Santa Maria Assunta è la parrocchiale di Caraglio, e la sua storia comincia con un disastro: il 22 gennaio 1754 la vecchia parrocchiale crollò. Per rifarla vennero stanziate diecimila lire, e a Pio Eula di Cuneo e a Gabriele Maria Delfino di Caraglio fu affidato il compito di progettare lo sgombero dell'area. L'arcivescovo di Torino Rorengo di Rorà promise un'indulgenza di ottanta giorni a chiunque avesse contribuito all'opera.
Cosa vedere
Il progetto che si vede oggi è del conte Vincenzo Nicolis di Robilant e fu approvato dall'arcivescovo. La facciata è quella di una chiesa tardobarocca di paese fatta senza risparmio: due ordini divisi da una trabeazione, colonne accoppiate con capitelli corinzi che inquadrano il portale sormontato dal timpano, un finestrone centrale nel registro superiore e, in cima, un coronamento mistilineo con lo stemma. L'intonaco alterna il rosa e il crema, e le paraste in finto marmo scandiscono tutta la superficie.
La visita
Le date raccontano quanto ci volle. Il crollo è del 1754, ma i lavori di sgombero cominciarono solo il 13 novembre 1770, alle dodici e mezza: la cronaca locale ha registrato perfino l'ora. Dall'anno successivo, il 1771, furono gli abitanti di Caraglio a lavorare a turno per tirare su l'edificio, e la chiesa fu poi consacrata dal nuovo vicario, don Domenico Silvano, che veniva da Centallo. Nel 1779 la visitò monsignor Vittorio Gaetano Costa di Arignano.
Il consiglio della redazione
Tenete a mente quei sedici anni fra il crollo e la prima badilata, e i turni degli abitanti: questa non è una chiesa costruita da un committente ricco, è una chiesa costruita da un paese che ci ha messo mano di persona, con un arcivescovo che offriva indulgenze per convincere la gente a contribuire. Guardata così, la facciata elaborata dice una cosa precisa: una comunità che si è indebitata e ha lavorato per anni non voleva una chiesa modesta. Se avete tempo, il confronto giusto è con il Filatoio Rosso, poco fuori dal paese: sono gli stessi decenni, ma uno lo pagò un conte e l'altra il paese.
