Garzeno conta 852 abitanti ed è l'ultimo comune della Valle Albano, sulla strada che per secoli ha collegato la Val Mesolcina all'alto lago di Como attraverso il passo San Jorio. È quella strada a dargli una storia: nel 1220 Federico II concesse in feudo il cosiddetto Monte di Dongo, e con esso Garzeno, ai Sacco, che erano i signori della Mesolcina dall'altra parte del passo. E la strada andava mantenuta: gli Statuti di Como del 1335 elencano Garzeno fra le comunità responsabili della strada di Mezzola, e ne specificano la quota, perché ai garzenatti toccava costruire sedici arcate, riprendendo dove finiva il lavoro di quelli di Stazzona e scendendo verso il lago.
Ci sono poi due cose che riguardano il modo di costruire quassù. La frazione di Catasco sorge sui depositi di una frana gigantesca, non ancora del tutto assestata. E sparse per il territorio ci sono le masun, le baite di montagna della zona, con il tetto a falde molto inclinate e la copertura in paglia di segale, tirate su secondo uno schema che viene dal medioevo. Sopra il passo c'è la chiesetta di San Jorio, che deve il nome a chi la tradizione dice l'abbia costruita, un eremita; e una vecchia caserma della Guardia di Finanza, in servizio dal 1870 al 1976, oggi è un rifugio.
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