Nel 1577 una confraternita di uomini di Dosso emigrati a Palermo, scampati alla peste, mandò a casa una tela votiva: sta ancora nella chiesa di San Pietro in Costa, insieme agli affreschi che Giovanni Antonio De Lagaia finì l'8 dicembre 1532. L'emigrazione verso la Sicilia è durata secoli, e si sente ancora nel modo di parlare di queste valli.
Proprio per questo, nel 2007, in paese hanno aperto il Museo del Dialetto dell'Alto Lario: un museo fatto di suoni, dove si conservano registrazioni di discorsi, proverbi e modi di dire, con qualche oggetto solo per illustrare le parole di mestieri che non ci sono più. Nel territorio di Dosso, il 4 agosto 1806, fu ucciso da un traditore il brigante Vincenzo Pacchiana.
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Nei dintorni di Dosso del Liro
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Fuori da Dosso del Liro, ma a portata di gita.
