Il nome di Dresano conta una cosa che non c'è più. In queste terre paludose c'erano tre insenature, tre seni, e da lì viene la parola: Tresseno, poi Tressano, Tresano, infine Dresano. Le tre insenature sono finite nello stemma comunale, sormontate da tre pioppi, l'albero tipico di questa parte di pianura. In araldica quei pioppi si dicono nodriti, perché sono disegnati senza radici: sono nascoste dalla campagna, cioè dalla fascia inferiore dello scudo.
Le paludi le bonificarono i monaci benedettini, e del loro convento resta, sul lato est di piazza Manzoni, il muro di una casa con un massiccio portone di legno; in questa zona c'era la malaria. Poco fuori dall'abitato, in mezzo ai campi, sta la cascina Belpensiero, citata in fonti del Cinquecento, con un platano secolare nell'aia. Il paese è legato per storia e per chiesa a Lodi, ma quando nel 1995 la provincia di Lodi entrò in funzione Dresano scelse di restare in quella di Milano. Tremilaventitré abitanti.
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Fuori da Dresano, ma a portata di gita.
