Del castello dei Visconti, a Gudo, non resta quasi niente: qualche pezzo di muro finito dentro la struttura di una trattoria, che sta davanti al municipio ed è costruita sul perimetro di una parte delle mura del vecchio fortilizio medievale. Il paese fu dei Visconti fino al 1498, e da loro ha preso il secondo nome; nella carta del 1581 che nella Galleria dei Palazzi Vaticani rappresenta il Ducato di Milano compare invece come «Guoi». In età napoleonica fu annesso prima a Zelo Surrigone e poi a Rosate, e tutte e due le volte per poco.
Lo stemma, concesso nel 1977, sembra più scritto che disegnato. C'è il biscione dei Visconti, ma tutto il resto è un discorso: la stella è «l'aspirazione a cose elevate», la mezzaluna «la speranza di crescita economica», e un braccio armato con la mano che indica la stella è l'esortazione a mirare in alto; perfino gli smalti, l'azzurro e il verde, augurano fermezza, gloria e onore. La chiesa dei Santi Quirico e Giulitta è di origine quattrocentesca, e per il progetto della facciata è stato fatto il nome di Pellegrino Tibaldi; accanto, un affresco di tradizione popolare porta la data 1668.
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