Rocca Brivio
Il palazzo di campagna dei marchesi Brivio presso il Lambro, costruito intorno al 1680 sulle fondamenta di un castello.
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Il palazzo di campagna dei marchesi Brivio presso il Lambro, costruito intorno al 1680 sulle fondamenta di un castello.
La chiesa dei Santi Pietro e Paolo è la chiesa dell'abbazia di Viboldone, nella frazione omonima di San Giuliano Milanese: per l'architettura e per gli affreschi del Trecento è tra i complessi medievali importanti della Lombardia. L'abbazia fu fondata nel 1176 e completata nel 1348 dagli Umiliati, un movimento religioso di monaci, monache e laici che attorno alla chiesa vivevano di preghiera e di lavoro: a Viboldone fabbricavano panni di lana e coltivavano i campi con sistemi nuovi per l'epoca. Soppressi gli Umiliati da san Carlo Borromeo, nel 1571, l'abbazia passò ai benedettini olivetani, soppressi a loro volta dal governo austriaco e costretti ad andarsene nel 1777. Dopo anni di abbandono, nel 1940 il cardinale Ildefonso Schuster la offrì a una comunità di religiose guidata da Margherita Marchi: sono le benedettine di Viboldone.
La facciata è a capanna, in mattoni a vista con decorazioni di pietra bianca, divisa in tre da due semicolonne e segnata da bifore aperte sul cielo. Il portale è di marmo bianco: nella lunetta stanno la Madonna con il Bambino tra sant'Ambrogio e san Giovanni da Meda, dello scultore chiamato Maestro delle sculture di Viboldone, e ai lati due nicchie gotiche racchiudono le statue trecentesche dei santi Pietro e Paolo. A destra del portone una lapide porta la data del 1348. Sopra il tiburio, secondo la tradizione cistercense, si alza il campanile a cono, con cornici in cotto, bifore e trifore.
L'interno è a sala, con tre navate di cinque campate: la prima è romanica, le altre, del Duecento, gotiche, con colonne di cotto e alte volte a crociera. Gli affreschi sono di scuola giottesca. Sulla parete frontale del tiburio c'è la Madonna in maestà con santi, datata 1349; di fronte, il Giudizio universale attribuito a Giusto de' Menabuoi, con Cristo nella mandorla, i benedetti da una parte e dall'altra i dannati, sovrastati da Satana che divora la preda. In alto due angeli arrotolano il tempo della storia e lasciano intravedere la Gerusalemme celeste.
L'abbazia è abitata da una comunità monastica: orari di apertura della chiesa e delle celebrazioni vanno verificati sul sito ufficiale. Le monache producono confetture e hanno un'attività di editoria religiosa e teologica.
Nella palazzina che fiancheggia la chiesa, al primo piano, c'è la Sala della Musica: affreschi tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento che fingono un portico con dodici finestre, ognuna piena di strumenti musicali dipinti a grandezza reale in monocromo di terra rossa. È una testimonianza rara degli strumenti in uso a Milano in quegli anni; se sia visitabile va chiesto alla comunità.
La chiesa dei Santi Pietro e Paolo è una parrocchiale di San Giuliano Milanese, nel quartiere di Borgo Lombardo. Fu costruita tra il 1952 e il 1953, su progetto di Ottavio Cabiati, per servire il quartiere nuovo. Diventò parrocchia nel 1957, con un territorio staccato dalla parrocchia di San Giuliano Martire.
È una chiesa d'impianto tradizionale, disegnata in uno stile eclettico pieno di richiami agli stili storici, dal romanico al manierismo della Controriforma. Fuori, i muri sono in mattoni a vista, con decorazioni riportate in pietra o in calcestruzzo. La facciata, di stile classico, finisce in alto con un frontone triangolare; in basso si apre il portale, riparato da un pronao retto da colonne.
L'interno è a navata unica, con una copertura a cassettoni. Verso il presbiterio si apre il transetto, con due volte laterali a crociera.
Orari di apertura e delle messe vanno verificati con la parrocchia.
Il decreto che la fece parrocchia, datato 26 settembre 1957, porta la firma dell'arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini, che sei anni dopo sarebbe diventato papa con il nome di Paolo VI.
La chiesa di San Giuliano Martire è una chiesa parrocchiale di San Giuliano Milanese, nell'arcidiocesi di Milano. Di origine antica, fu consacrata una prima volta nel 1475. Nel 1749 la riconsacrò il cardinale Pozzobonelli, che la descrisse in una relazione: da quel documento si sa che la facciata era stata costruita su progetto di un certo ingegner Ruggero e che l'interno era a tre navate. Nel 1933 fu ricostruita quasi per intero, tenendo dell'edificio precedente solo la facciata e le due cappelle vicine. Tra il 1962 e il 1964 un nuovo intervento, dell'architetto Giuseppe Mariotti, demolì le strutture del 1933 per fare posto a un'aula di forme moderne.
Fuori si vede la parte antica: una facciata del Settecento, di un barocco riccamente decorato, con accanto il campanile. Dell'edificio vecchio resta anche la prima campata, con le due cappelle laterali dedicate alla Vergine e a san Giuseppe: è diventata l'atrio d'ingresso della chiesa nuova, da cui la separa una parete di vetro.
L'aula nuova è messa in diagonale rispetto alla facciata. Lo spazio è dominato dalle travi diagonali di cemento armato che reggono il tetto, e il presbiterio prende luce da una grande vetrata policroma, di lato. Alle pareti ci sono le stazioni della Via Crucis in rame, di Walter Miccioli; nell'abside un grande crocifisso di bronzo su un rilievo di cemento è opera di Giancarlo Marchese.
Orari di apertura e delle messe vanno verificati sul sito della parrocchia.
Da questa parrocchia, nel 1957, fu staccato il territorio di quella nuova di Borgo Lombardo, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, costruita pochi anni prima per il quartiere appena nato.
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