Cosa vedere · Limbiate

Altri punti di interesse

  • Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire

    La chiesa di San Giorgio Martire è la parrocchiale di Limbiate, nell'arcidiocesi di Milano, e fa parte del decanato di Paderno Dugnano. Una chiesa «Sancti Giorgii de Lemiate» è citata per la prima volta nel 1243; la parrocchia fu eretta nel 1564, e nel 1581 ricevette la visita dell'arcivescovo Carlo Borromeo. Tra il 1802 e il 1804 fu costruita una chiesa neoclassica, disegnata da Pietro Gilardoni, che a fine secolo non bastava più ai fedeli. La prima pietra di una parrocchiale più grande fu posata nel 1928, ma il cantiere fu sospeso perché il terreno era instabile. L'arcivescovo Alfredo Ildefonso Schuster indicò allora un'area più adatta: la chiesa di oggi, disegnata da Spirito Maria Chiappetta, fu completata nel 1935 e consacrata il 1º giugno.

    Cosa vedere

    La facciata a salienti guarda a sudest ed è divisa da contrafforti in tre corpi: ognuno ha un portale con la lunetta, un ampio finestrone e una serie di archetti pensili, e al centro corre anche una fila di loggette. Dietro la chiesa si alza il campanile, eretto tra il 1949 e il 1950 su progetto dell'ingegner Giovanni Maggi: la cella ha una monofora per lato e finisce in una guglia a piramide.

    L'interno è a tre navate, separate da archi a sesto acuto su colonne; sopra i capitelli partono i costoloni delle volte a crociera. In fondo, il presbiterio è rialzato di tre gradini e chiuso da un'abside poligonale. Tra le opere ci sono una pala con san Giorgio martire, dipinta da Maria Locatelli negli anni Quaranta del Novecento, e la Via Crucis di Alfredo Sassi.

    La visita

    Orari di apertura e delle messe vanno verificati con la parrocchia.

    Il consiglio della redazione

    Due cose sono più vecchie della chiesa che le ospita: l'organo, costruito nel 1893, e una tela del Settecento con la Madonna col Bambino insieme ai santi Giovannino, Andrea e Antonio Abate.

  • Villa Mella

    Villa Mella, per esteso Villa Bazzero Mattei Arborio Mella, sta nel centro abitato di Limbiate ed è la sede della biblioteca comunale. Nacque nel 1720 come «casa da massero», una cascina per i lavori di campagna. Nel 1841 la comprò la contessa Beatrice Castiglioni Rasini, che dopo pochi mesi la rivendette ai Bazzero, una famiglia originaria del Comasco. Ercole Bazzero, ingegnere e primo sindaco di Limbiate dopo l'unità d'Italia, avviò nel 1842 i lavori di ricostruzione, che entro il 1892 trasformarono l'edificio rurale in villa, con accanto un grande parco all'inglese. Nel 1979 la villa fu acquistata dal Comune, che ne restaurò gli interni, sistemò le facciate e il cortile, vi portò la biblioteca e aprì il parco al pubblico.

    Cosa vedere

    L'edificio è a corte chiusa, rettangolare, su due piani, tutto di laterizio con i solai di legno. Le facciate sulla strada sono semplici, senza decorazioni. Dall'androne centrale si entra nel cortile, diviso da un muro ornato di statue e decorato con un mosaico di ciottoli policromi e nicchie; al centro c'è un pozzo, messo in risalto dal disegno del pavimento.

    A nord si stende il giardino all'inglese: una prima zona in piano, a prato con macchie di alberi d'alto fusto, che poi sale rapidamente sulla collina, al confine con il parco di villa Medolago-Attanasio. Nel parco sono disposte alcune statue e c'è un piccolo specchio d'acqua.

    La visita

    La villa si visita negli orari della biblioteca comunale, che vanno verificati con il Comune di Limbiate; lo stesso vale per l'apertura del parco.

    Il consiglio della redazione

    Dentro, alzate gli occhi. Gli interni sono semplici come le facciate, ma alcuni ambienti hanno soffitti a cassettoni dipinti con motivi floreali e finte prospettive.

  • Villa Pusterla - Crivelli

    Villa Pusterla-Crivelli sta a Mombello, frazione di Limbiate, a ridosso di una collina, ed è la più importante villa del comune. La fecero costruire nel Trecento i Pusterla, come dimora suburbana; nel Cinquecento passò ai Carcano e poi, dopo una lunghissima causa, agli Arconati, che la trasformarono: Anna Visconti Arconati affidò il progetto all'architetto Martino Bassi e ne fece una residenza per tutto l'anno, non più solo estiva. All'inizio del Settecento la villa andò ai Crivelli, che la rifecero in parte in stile barocco; la struttura attuale, opera dell'architetto Francesco Croce, risale probabilmente al 1754.

    Cosa vedere

    L'edificio ha pianta a U, con un portico che univa le estremità delle due ali a formare una piccola corte, e la facciata, ornata da due mezze torri, rivolta a oriente. Sul lato a valle una balconata a gradoni scendeva al giardino all'italiana, ricco di fontane e giochi d'acqua, dove l'abate Crivelli allestì un giardino botanico che allora era tra i più grandi d'Europa. Alla villa è collegato l'oratorio di San Francesco, trasformato in cappella privata barocca.

    Nel 1797 Napoleone Bonaparte vi mise il suo quartier generale, preferendola alla Reggia di Monza: qui lavorò alla creazione della Repubblica Cisalpina e al trattato di Campoformio. Con lui abitarono nella villa la madre e le sorelle; Paolina sposò il generale Leclerc proprio nell'oratorio. Fu ospite anche il pittore Antoine-Jean Gros, che vi dipinse il primo grande ritratto di Napoleone.

    La visita

    Nel 1819 i Crivelli vendettero la villa. Nel 1863 la comprò la Provincia di Milano, che vi insediò un ospedale psichiatrico, il manicomio di Mombello, rimasto in funzione fino alla legge Basaglia del 1978. Da allora gran parte del complesso è caduta in abbandono; una parte ospita l'istituto tecnico agrario Luigi Castiglioni. Non è un luogo aperto alle visite: eventuali aperture vanno verificate con il Comune di Limbiate.

    Il consiglio della redazione

    L'istituto agrario porta il nome di Luigi Castiglioni, illuminista che abitò la villa per un breve periodo nella seconda metà del Settecento e usò il parco per i suoi studi di botanica, per i quali fu premiato da Napoleone.

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