Parco GruBrìa
Il parco agricolo e boschivo tra Seregno e il nord milanese, lungo il canale Villoresi, nato nel 2019.
1 luoghi raccontati a Seregno
Nessun luogo con questo nome: prova con meno lettere.
Il parco agricolo e boschivo tra Seregno e il nord milanese, lungo il canale Villoresi, nato nel 2019.
La basilica collegiata di San Giuseppe è la chiesa principale di Seregno. Nacque da una decisione del governo austriaco di Milano e del cardinale Giuseppe Pozzobonelli, che nella seconda metà del Settecento vollero sostituire le due vecchie parrocchie, San Vittore e Sant'Ambrogio, con un'unica chiesa: le confraternite rivali, i «rossi» di San Vittore e i «bianchi» di Sant'Ambrogio, litigavano spesso, e la nuova chiesa, costruita a metà strada tra le due, doveva essere il segno dell'unità ritrovata. La dedica a san Giuseppe, protettore dell'arcivescovo, era un culto nuovo per il paese.
La prima pietra fu posta il 27 agosto 1769. Il primo progetto, del barnabita Ermenegildo Pini, prevedeva una grande chiesa rotonda per 3600 fedeli, ma nel 1771 fu abbandonato per mancanza di fondi; con il progetto ridotto di Giulio Galliori la chiesa fu inaugurata il 6 maggio 1781. Nel 1786 arrivò sull'altare maggiore un ciborio in bronzo dorato con pietre preziose, proveniente dalla soppressa chiesa milanese di Santa Caterina di Brera. La facciata monumentale, disegnata da Ottavio Cabiati, fu inaugurata nel 1944, con un mosaico nel frontone su disegno di Salvatore Saponaro; in seguito l'architetto Luigi Brambilla sostituì il tetto a falde con una cupola su alto tamburo, e l'edificio raggiunse i 38 metri di altezza.
Entrando, a destra, c'è la tomba del patriarca Paolo Angelo Ballerini, che visse qui dal 1868 fino alla morte, nel 1897, con un monumento in marmo di Francesco Confalonieri. Del 1977 è il Cristo morto in bronzo di Alberto Ceppi; l'altare al centro della chiesa, opera di Floriano Bodini, fu consacrato nel 1999 dal cardinale Carlo Maria Martini.
Collegiata dal 1925, la chiesa divenne basilica minore nel maggio 1981, nel secondo centenario. Il cardinale Karol Wojtyła l'aveva visitata tre volte da arcivescovo di Cracovia; da papa donò un quadro della Madonna di Częstochowa e tornò il 21 maggio 1983, visita ricordata dalla sua statua in bronzo sul sagrato. Orari delle messe e delle visite vanno verificati con la parrocchia.
Le campane principali della basilica non sono nel piccolo campanile dietro l'abside ma nella vicina Torre del Barbarossa; le cinque campane del campanile suonano a mezzogiorno e per i battesimi nelle solennità.
La Torre del Barbarossa è la torre civica di Seregno, una torre campanaria di origine medievale nel centro storico, considerata il simbolo della città. Il nome viene da una tradizione secondo cui l'avrebbe voluta l'imperatore Federico Barbarossa come punto d'avvistamento sulla linea tra Como e Milano durante le guerre contro i comuni lombardi. L'ipotesi più accreditata, con più riscontri, è invece che fosse il campanile dell'antica chiesa di San Vittore, poi in gran parte demolita; secondo un'altra tesi apparteneva a un maniero della zona.
La torre è in stile guelfo, raro nell'architettura del tempo. In origine era più alta: fu abbassata quando venne adibita a campanile, anche perché le campane passarono dalle quattro di San Vittore alle nove attuali e bisognava evitare problemi di stabilità. Oggi ospita le campane della basilica di San Giuseppe. Le nove campane, fuse dalla fonderia Ottolina, furono consacrate nel 1930; la maggiore, detta «Campanone», si incrinò nel 1987 e fu rifusa identica nel 1988 grazie alle offerte degli abitanti.
Secondo la tradizione del «Campanone di Brianza», nel Medioevo le torri principali della zona si passavano l'allarme suonando a catena: da Vimercate a Montevecchia, Erba, Montorfano, Cantù, Mariano Comense, poi Seregno, Desio e Vedano al Lambro, per tornare a Vimercate.
La torre è di proprietà del Comune, che dal 1990 l'ha restaurata; le campane furono ricollocate nel luglio 1997 e a settembre il cardinale Carlo Maria Martini inaugurò la torre avviando il concerto. Eventuali visite vanno verificate con il Comune.
Le campane sono ambrosiane, a battaglio cadente: nel concerto solenne vengono portate «a bicchiere», capovolte, e trattenute da un freno; quando il freno si apre, cadono e suonano due rintocchi, uno in discesa e uno in risalita.
Salta la fila e vivi il meglio con una guida: biglietti e tour selezionati.
Alcuni link possono generare una commissione per BigItalia, senza costi aggiuntivi per te.
Risotto alla Milanese
Confronta hotel, B&B e case vacanza su Booking.com per le tue date.
Prossimo appuntamento: Santa Valeria, patrona che dà il nome a un quartiere e a un teatro cittadino, lunedì 26 aprile
Aeroporto più vicino: Milano Linate, a 23 km
Le destinazioni raccontate dalla nostra redazione più vicine, con la distanza in linea d'aria.