San Fortunato di Casei, patrono del paese
📅 Ogni anno, la terza domenica di ottobre
Casei Gerola festeggia san Fortunato di Casei la terza domenica di ottobre.
Casei compare per la prima volta nel 712, quando il re longobardo Liutprando donò queste terre al monastero pavese di San Pietro in Ciel d'Oro; il nome resterà nelle carte di quel monastero per secoli. Nel 1164 Federico I lo assegnò a Pavia, insieme alle terre che formano il nucleo dell'Oltrepò, e nell'ottobre del 1213 i pavesi vi sconfissero i milanesi, arrivati con i contingenti di Alessandria, Acqui, Alba, Vercelli, Novara e Tortona. Il feudo passò ai Beccaria, poi ai Visconti, che lo diedero prima a Francesco Bussone da Carmagnola e nel 1431 al condottiero ferrarese Guido Torelli: i suoi discendenti, marchesi di Casei e Cornale, lo tennero fino all'abolizione del feudalesimo.
L'altra metà del nome ha una storia più drammatica. Gerola stava molto più a nord-ovest, dove la Scrivia entra nel Po, cresciuta accanto a una grande isola del fiume, e comandava un comune che comprendeva anche Mezzana Bigli e Guazzora. Nel 1800 Napoleone decise che i confini politici dovevano seguire il corso del Po, e Gerola si ritrovò tagliata in tre monconi separati; poi il fiume si spostò ancora verso sud e rese inabitabile quel che restava. Gli abitanti si costruirono allora un paese nuovo, Gerola Nuova, su terreno di Casei, e nel 1835 cedettero ai casellesi quel che era rimasto del loro comune, fondendosi con loro. Del vecchio disordine restano tre exclave, ancora oggi staccate dal resto del territorio.
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📅 Ogni anno, la terza domenica di ottobre
Casei Gerola festeggia san Fortunato di Casei la terza domenica di ottobre.
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Fuori da Casei Gerola, ma a portata di gita.