Questo paese della Lomellina meridionale è il secondo tentativo. Il primo si chiamava Borgofranco e non era cresciuto da solo: lo fece costruire il comune di Pavia fra il 1192 e il 1205, secondo un piano prestabilito, per controllare uno strategico guado del Po e per fare concorrenza alla giurisdizione del vescovo di Pavia su Bassignana. Ne uscì un grande rettangolo con le strade ortogonali, cinto da un fossato, di dimensioni quasi cittadine, e nel Settecento era ancora un grosso centro. Il difetto era il fiume. Il Po lo minacciò e lo devastò più volte, e più volte il borgo fu ricostruito, finché nel 1808 venne abbandonato per sempre. Allora la gente si spostò e rifece il paese attorno all'antico monastero di Santa Maria delle Grazie, questa volta senza nessuna pianta ordinata: cioè come cresce un paese quando nessuno lo progetta.
Anche il nome è cambiato. Fino al 1863 il comune si chiamava ancora Borgofranco, poi prese quello della vicina frazione Santa Maria di Suardi, che a sua volta lo prendeva da una famiglia bergamasca proprietaria in quel luogo. E secondo la fonte quel cognome viene da un antico popolo guerriero, gli Swardesi, cioè i portatori di spada, dove la doppia v pronunciata come una u si trasformò col tempo nella lettera che oggi si legge: da lì il nome della famiglia, poi quello del comune, e infine quello degli abitanti, che si chiamano suardesi. Vale la pena aggiungere una stranezza geografica: Borgofranco era l'avamposto di Bassignana a nord del Po, tanto che lo chiamavano anche Borgo di Bassignana — e Bassignana, pur stando sull'altra riva, apparteneva politicamente alla Lomellina.
Distanze in linea d'aria dal centro del paese. Tocca un punto per aprirne la scheda.
Nei dintorni di Suardi
Le destinazioni raccontate dalla nostra redazione più vicine, con la distanza in linea d'aria.
