Dalla navata destra della collegiata di Guglionesi si scende in una cripta del XII secolo: campate piccole divise da colonnine, arcate a tutto sesto. Insieme alle absidi è quanto resta della vecchia chiesa di San Pietro, ed è la parte migliore dell'edificio. Le volte portavano un intero ciclo di affreschi cinquecenteschi, opera di un artista locale. Ne restano due scene — il Diluvio con l'Arca di Noè e la Torre di Babele — e bastano a misurare quello che si è perso.
La data di fondazione non è certa. Si propende per l'XI secolo, dopo un voto alla Madonna del condottiero normanno Roberto il Guiscardo, i cui uomini avevano conquistato la zona nel 1060. Secondo la tradizione, nella notte fra il 2 e il 3 giugno 1102 vi furono traslate le spoglie di Sant'Adamo Abate, da allora patrono del paese. Un restauro cominciato nel 1746 si trascinò per cinquant'anni: la chiesa riaprì al culto solo nel 1796, con l'assetto tardo-barocco che ha ancora e con l'orientamento rovesciato.
Cosa vedere
La facciata guarda a nord ed è divisa in tre sezioni da paraste mistilinee. I due portali laterali, piccoli, hanno sopra una finestra quadrilobata; quello centrale, molto più grande, porta un sovrapporta barocco con nicchia e lo stemma della città. La parte alta è novecentesca e ospita un orologio nel timpano. Il campanile si appoggia all'estremità destra: quattro ordini barocchi sovrapposti, chiusi da una guglia piramidale in ferro rivestita di mattoni. Girando sul fianco destro si vedono le tre absidi semicircolari della chiesa originaria.
Dentro, tre navate con stucchi settecenteschi e pilastri robusti che reggono arcate di altezze diverse. Sull'altare maggiore sta una tavola dell'Assunta del 1572, donata dal vescovo di Termoli Cesare Ferrante: la dipinse un artista della scuola di Marco dal Pino, copiando un quadro del maestro senese che oggi è a Napoli. Poi il trittico di Michele Greco da Valona con la Madonna delle Grazie fra San Sebastiano e San Rocco, il coro e il pulpito in legno, e l'altare di Sant'Adamo con la grande tela del santo in estasi.
Il consiglio della redazione
In cripta, cercate il ciclo dipinto nel 1587 con la vita di Sant'Adamo e la pala d'altare in legno dorato che lo mostra in estasi sopra una Guglionesi medievale. Lì accanto stanno le reliquie del patrono e la sua statua d'argento, 33 chili.
