La strada che passava da Larino aveva un nome e un manutentore: si chiamava Traiana Frentana, e il nome si ricava dall'epigrafe sepolcrale di un certo Marco Blavio, indicato fra i curatores dell'asse che collegava Ancona a Brindisi. Da una pietra tombale, insomma, sappiamo come chiamavano l'arteria che fece la fortuna della città romana.
Larinum sorgeva sulle colline dell'entroterra, intorno ai 400 m di quota e a 26 km dall'Adriatico, sopra il basso corso del Biferno. Non era un centro qualsiasi: la Piana San Leonardo dava terra fertile e facile da lavorare, l'argilla e il calcare alimentavano le fornaci, il pietrame del Cigno e del Biferno forniva materiale da costruzione. Già dal III secolo a.C. era una città ricca e popolosa, prima delle guerre annibaliche, e nel commercio pesava più dei centri vicini.
La visita
Oggi Larinum è un'area archeologica in provincia di Campobasso e l'ingresso è gratuito. È un sito che si legge camminando: la posizione dominante sul fondovalle spiega da sola perché qui si fermassero merci e persone. Larino era un nodo, non un capolinea. Verso l'interno il fondovalle del Biferno portava a Bovianum, l'attuale Bojano; innestandosi sul tratturo Celano-Foggia si arrivava a Luceria, cioè Lucera, nella Daunia settentrionale; da nord scendeva lungo l'Adriatico la via litoranea citata da Tito Livio, che veniva da Histonium, l'odierna Vasto.
Il consiglio della redazione
Prima di salire al sito guardate le colline intorno, perché la storia di Larino comincia molto prima dei Romani. Nel 1974 una missione dell'Università di Sheffield guidata da Graeme Barker avviò la ricognizione della valle del Biferno e individuò circa 120 insediamenti antichi, dal Neolitico al I secolo a.C. Il più consistente sta a Monte Maulo, un altopiano a circa 350 m sotto Larino, esplorato nel 1978: di là sono venuti 146 semi carbonizzati, soprattutto orzo, grano e legumi, ossa di animali macellati sul posto e migliaia di frammenti di ceramica. Le datazioni al radiocarbonio, fatte in un laboratorio di Oxford, riportano alla seconda metà del V millennio a.C.: contadini e allevatori erano già qui.
