Il paese nacque intorno al 1269 come piccola roccaforte angioina a guardia del Matese, ma alla fine del Duecento fu diviso in tre e dato a tre signori diversi. A rimetterlo insieme ci pensò Alferio d'Isernia, che comprò un terzo alla volta: nel 1316 aveva l'ultimo pezzo e poteva firmarsi «signore di Pizzuti».
Del castello baronale restano una torre angolare semicircolare e un loggiato, inglobati negli altri palazzi. Fino al 2009 era in vendita come una casa qualsiasi; poi l'ha comprato il comune, l'ha restaurato e ci ha messo dentro il municipio. Gli abitanti sono 159, e il patrono, san Domenico, si festeggia col rito dei serpari.
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