La Collegiata di San Secondo è una chiesa gotica fra le più antiche di Asti. Con l'adiacente sede comunale e affacciata sull'omonima piazza, costituisce il cuore della città. È dedicata a san Secondo, patrono di Asti, e secondo la tradizione sorge sul luogo del suo martirio e della sua sepoltura.
Cosa vedere
Il documento più antico che la menziona è del 1º agosto 880; in un placito del 940 la chiesa era ancora «extra muros», fuori dal centro abitato, e serviva da chiesa cimiteriale. Il capitolo dei canonici decretò nel 1256 l'inizio della costruzione dell'edificio attuale, del quale restò della vecchia chiesa solo l'imponente campanile romanico. I lavori proseguirono fino alla seconda metà del Trecento; la facciata fu terminata nel 1462. È a tre navate irregolari, con la centrale che termina in un'abside pentagonale; la facciata a capanna, di impostazione romanica, ha al centro un rosone in laterizio con elementi rinascimentali. Per il ruolo che ebbe negli scambi e nella vita politica del comune, alla chiesa fu attribuito il titolo di San Secondo «de mercato».
Al fondo, a destra del presbiterio, la cappella di San Secondo è un gioiello del barocco piemontese, affrescata da Golzio nel 1779; vi è ospitata l'esposizione permanente di bandiere e palii antichi, aperta tutto l'anno: quindici palii, dal Settecento all'Ottocento, con il santo a cavallo e gli stemmi di casa Savoia, e dieci bandiere di seta bianche e rosse del Seicento con scene della vita del santo, le più antiche di Asti. Nella navata sinistra c'è il grande polittico di Gandolfino da Roreto con l'adorazione dei Magi; nella destra si vedono il carroccio del Palio di Asti di settembre e i palii «moderni», dal 1967, donati alla Collegiata nella festa del santo.
La visita
La Collegiata è in piazza San Secondo, accanto al municipio. Le fonti consultate non riportano orari di apertura né modalità di visita: vanno verificati.
Il consiglio della redazione
Non fermatevi in navata: la cripta conserva la parte più antica, del VI-VII secolo, con quattro colonnine e capitelli a imitazione corinzia; nella «cella confessionis» c'è il reliquiario cinquecentesco in argento con le ossa del martire.






