Gabetti e Isola hanno passato la vita a costruire edifici che non si annunciano. Ad Alba hanno fatto un tribunale a forma di collina; qui, nella pianura sotto il Monbracco, hanno fatto una casa che somiglia a una cascina. È degli anni novanta ed è l'ultimo capitolo di una serie di case che i due architetti hanno costruito nel cuneese a partire dagli anni cinquanta.
Cosa vedere
L'impianto è a corte aperta, disposta attorno a uno spazio ellittico leggermente concavo. Il fronte verso l'esterno è chiuso, quello interno è tutto vetrate e si apre sotto un portico dalla falda appena curvata; l'edificio si volta insomma verso se stesso, anche per non farsi disturbare da un contesto costruito alla rinfusa. Sopra il corpo principale, a un piano solo, si alza una torre belvedere.
I materiali vengono dalla tradizione costruttiva piemontese: muratura di pietra e mattoni a vista, tetto di coppi su struttura di legno, grondaie di rame, serramenti di legno. Anche i soffitti a volta di mattoni dell'ingresso e delle stanze principali sono un prestito dalle cascine. I corpi d'angolo sono ruotati rispetto ai bracci lunghi e hanno il tetto a padiglione.
La visita
È un'abitazione privata e non si visita. Si vede dalla strada, a Barge, in provincia di Cuneo; è materia per chi si interessa di architettura, non una meta con biglietto. Dieci minuti.
Il consiglio della redazione
Guardate il muro lungo la strada, in pietra con corsi di mattoni a vista e un cornicione che sporge. È la parte che potete davvero vedere, ed è il gesto che spiega tutto: quel muro non si ferma dove finisce la casa, prosegue e si allunga verso la campagna. L'edificio non occupa il paesaggio, ci si aggancia.
