Il capoluogo sta allo sbocco della Valle Mongia, poco a est del torrente omonimo. Sul nome corrono due spiegazioni: Lux Ignis, e Laeso Ligno, cioè legno tagliato, perché il paese nacque dove prima c'erano boschi, abbattuti per fargli posto. Il comune ha scelto la prima: lo stemma porta una fiaccola accesa su fondo d'argento e l'iscrizione LUX IGNIS.
Nel 1013 Olderico Manfredi, marchese di Susa, vendette il castello a un prete; finì poi al vescovo d'Asti e ai marchesi di Ceva. I castelli erano tre: sopravvivono il Castellazzo e quello dei marchesi Del Carretto, mentre il terzo fu abbattuto dai Savoia e sul suo posto sta il municipio, sopra i sotterranei e accanto a una torre.
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