Il castello dei Seyssel d'Aix sovrasta Sommariva del Bosco ed è mezzo fortezza e mezzo residenza. Il nucleo originario risale forse a prima dell'anno Mille ed era comunque già costruito nel 1153, il che ne fa uno degli edifici più antichi e meglio conservati di tutto il Roero. I Savoia lo cedettero nel 1733 ai Seyssel d'Aix, che ne sono ancora proprietari e ci abitano.
Cosa vedere
Le due metà si vedono a occhio. L'ala occidentale, quella che si affaccia sulla pianura, è un grande corpo settecentesco con l'aspetto di una villa nobiliare. Dell'antica piazzaforte circolare, che aveva nove torri, resta invece il lato nord: lo si guarda dalla salita di via Carlo Alberto, quella che i sommarivesi chiamano il podio e che dal municipio porta al quartiere alto, il più antico. Ne fanno parte tre massicce torri cilindriche del Duecento e, nel cortile interno, il grande torrione ottagonale dello stesso secolo, incorniciato da un loggiato disegnato da Benedetto Alfieri.
La visita
Il castello è stato teatro di assedi, battaglie, tradimenti, giuramenti, torture ed esecuzioni: la sua posizione lo mise da sempre al centro delle mire delle famiglie nobili della zona, gli Acaja, i Roero e i Savoia, che se lo contesero fino al passaggio del Settecento. È una storia che non si legge sulle pareti, ma spiega perché una fortificazione di queste dimensioni stia sopra un paese di pianura.
Il consiglio della redazione
La cosa più interessante non si vede: sotto le radici degli alberi del parco secolare che circonda il castello ci sono le rovine del nucleo più antico del borgo, demolito poco per volta nel corso dei secoli per ragioni strategiche. Camminando nel parco si cammina sopra il paese che c'era prima. Salite dalla via del podio, che è il punto giusto per capire come funzionava il sistema: in basso il municipio e il borgo, in alto il quartiere antico e la fortezza, e in mezzo la salita che i signori controllavano.
