🏰 Castelli e palazzi

castello di Castellamonte

📍 Castellamonte, Piemonte · 52/100

Il castello sta sulla collina che domina Castellamonte e le prime notizie documentate sono del 1066, anche se la struttura doveva esserci già nei decenni precedenti. Furono i discendenti di Arduino, marchese d'Ivrea e poi re d'Italia, i conti di Castellamonte, a trasformarlo in una delle strutture fortificate più complesse del Canavese: dalla rocca il muro di cinta scendeva verso la pianura cingendo tutta la collina fino alla strada fra Cuorgnè e Ivrea. Lungo quel muro, dove si aprivano le sette porte ancora visibili, è cresciuto il paese, che dal castello ha preso il nome.

Cosa vedere

Il castello primitivo fu distrutto durante la rivolta dei tuchini, e solo nel 1387 Ibleto di Challant, mandato da Amedeo VIII di Savoia, riportò la calma. La ricostruzione è di inizio Quattrocento, e di quell'epoca restano la torre-porta del muro di cinta, la torre-porta d'ingresso e l'impianto generale, con i quattro edifici disposti intorno alla strada d'accesso. Altre devastazioni arrivarono nel 1552, con l'incursione del maresciallo de Brissac in Canavese.

La visita

Oggi il complesso è fatto di quattro edifici. Verso nord i due più antichi; verso sud i due ricostruiti dopo, ai quali si accede da un portale barocco che immette in un grande piazzale-giardino circondato da una balconata in terracotta locale, da cui si vede la pianura da Agliè a Superga. Il palazzo bianco ha impianto secentesco ed è attribuito ad Amedeo di Castellamonte, architetto dei Savoia nato qui; sua è anche la cappella gentilizia. La torre rossa, invece, fu trasformata a metà Ottocento dall'architetto Luigi Formento in una villa neogotica con terrecotte e merli ghibellini.

Il consiglio della redazione

Un dato spiega come funzionava questo feudo meglio di qualsiasi albero genealogico: il contado era diviso in 271 punti di giurisdizione, che i vari rami della famiglia esercitavano a rotazione triennale. I rami, per distinguersi, si erano presi degli agnomi: Cagnis, Cognengo, Aimone, Della Porta, Merlo, Vercellino. Dal ramo Cognengo vennero Carlo e Amedeo di Castellamonte, entrambi architetti di corte.

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