San Dalmazzo è la parrocchiale di Cuorgnè. La prima citazione della pieve, che stava nel quartiere Villa fuori dalle mura, risale al 1154; nella seconda metà del Cinquecento l'edificio non bastava più e fu ricostruito su progetto di Marianno de Marianni di Lugano. Poi accadde l'imprevisto: il primo settembre del 1804 crollò all'improvviso uno dei pilastri che reggevano la volta, l'intera pieve diventò instabile e si dovette demolirla.
Cosa vedere
Al suo posto sorse la chiesa attuale, costruita su progetto di Andrea Cattaneo fra il 1805 e il 1810 e consacrata il 18 novembre di quello stesso anno. La facciata è a salienti e al centro ha un pronao tetrastilo con colonne ioniche che reggono il timpano triangolare: fu aggiunto nel 1820, dieci anni dopo la consacrazione. Nel 1825 venne eretta una cappella laterale per ospitare l'immagine della Madonna della Rivassola, copia quattrocentesca di una raffigurazione bizantina della Vergine.
La visita
La pianta è a croce latina, con quattro campate nella navata centrale e tre in quelle laterali. Fra le opere ci sono la pala con il martirio di san Dalmazzo dipinta da Giovanni Comandù, gli affreschi con le storie del santo eseguiti da Nicola Fava, i Quattro Evangelisti nei pennacchi della volta cupoliforme, e un quadro con santa Teresa uscito dalla bottega di Guido Reni. Il fonte battesimale ha un bassorilievo col Battesimo di Gesù.
Il consiglio della redazione
Chiedere di sentire l'organo, se capita l'occasione: lo costruì Carlo Vegezzi Bossi nel 1894, uno dei nomi grossi dell'organaria italiana fra Otto e Novecento. In una chiesa che ha meno di due secoli, è lo strumento a portare la firma più illustre.
