La chiesa di San Michele Arcangelo è considerata uno dei capolavori di Bernardo Antonio Vittone, l'architetto torinese, e basta guardarne la pianta per capire perché: è ottagonale, e fu edificata nel 1759.
Cosa vedere
Sopra l'ottagono corre una cupola divisa in otto spicchi, decorata a stucco, dalla quale si alza un cupolino. È il tipo di soluzione con cui Vittone lavorava sulla luce: lo spazio non si legge tutto in una volta, la copertura si apre verso l'alto e il visitatore alza lo sguardo per capire dove finisce la chiesa. Sull'altare laterale di sinistra è conservata una statua lignea tardo-gotica, molto più antica dell'edificio che la ospita.
La visita
Quella statua ha una storia che vale il viaggio: fu raccolta nel fiume Orco durante una sua inondazione. È il genere di oggetto che in un paese di pianura fluviale spiega più di una guida — le piene dell'Orco sono state per secoli il fatto con cui bisognava convivere, e quello che l'acqua portava via da un paese poteva riemergere in un altro.
Il consiglio della redazione
Andateci sapendo che è una delle tre parrocchie di Rivarolo, insieme a San Giacomo e ai Santi Angeli Custodi, e che non è quella del patrono: la festa grande, il 25 luglio, si celebra in San Giacomo. Qui invece si viene per l'architettura, e conviene entrare quando la luce è alta, perché il cupolino lavora solo allora.
