Altri punti di interesse
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Parrocchia di San Pietro in Vincoli
La chiesa di San Pietro in Vincoli è la parrocchiale di Settimo Torinese, nell'arcidiocesi di Torino. Una chiesa dedicata a san Pietro è citata per la prima volta nel 1146, mentre la pieve di Santa Maria compare nel 1173. La chiesetta di San Pietro in Vincoli divenne parrocchiale nel Seicento; nel 1810 fu ingrandita con il coro e il presbiterio, e sei anni dopo si consolidarono le fondamenta. Nel 1897 la facciata fu rimaneggiata e il campanile rialzato.
Cosa vedere
La facciata a salienti, rivolta a nord, è divisa in due ordini da cornici e paraste: in basso i tre portali, il maggiore protetto da un protiro su due colonne tuscaniche, in alto, tra due volute, un grande affresco con una scena sacra. Il campanile a base quadrata ha una cella con una monofora per lato e una guglia piramidale.
L'interno è a croce latina, con tre navate divise da arcate su pilastri con lesene ioniche e quattro cappelle per lato; la navata centrale ha cinque campate con volte a crociera affrescate con santi, e le navate laterali volte a vela interamente dipinte. Sulla crociera una volta a vela è dipinta a trompe-l'œil come una cupola a cassettoni, con una vetrata centrale con l'Onnipotente e gli evangelisti nei pennacchi. Nel presbiterio, dietro l'altare in legno dipinto, c'è l'antico altare in marmi policromi con un grande crocifisso, e nell'abside, sopra il coro ligneo, un grande affresco di San Pietro in Vincoli.
La visita
Orari di apertura e delle funzioni vanno verificati con la parrocchia.
Il consiglio della redazione
Guardate il pavimento del presbiterio, in seminato, posato nel 1892.
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Torre di Settimo
La torre di Settimo è l'ultimo resto del castello di Settimo Torinese, ormai scomparso. Castello e torre furono costruiti probabilmente tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento, sul sito di un fortilizio più antico noto solo dai documenti. Il complesso difensivo era ampio: oltre al castello comprendeva il borgo, cinto da fortificazioni e fossati il cui tracciato è ancora ricalcato dalle vie Antonino, Roosevelt, Mazzini, Astegiano e Matteotti, e il ricetto, dove gli abitanti si rifugiavano con i loro beni.
Cosa vedere
Nei secoli il borgo fortificato ebbe il compito di sorvegliare l'ultimo tratto della strada del ducato di Savoia che, uscita da Torino dalla porta Palatina, passava da Settimo diretta a Milano, la «strada pubblica dei pellegrini e dei mercanti». Nella seconda metà dell'Ottocento la torre divenne residenza di una ricca famiglia torinese: a ovest fu costruito un palazzo in stile liberty e l'area del castello distrutto fu trasformata in giardino; la proprietà si chiamava «Villa Calma».
Nel 1912 il Comune comprò tutta l'area e nel 1922-1923 vi costruì la nuova scuola, diventata nel 1983 sede del municipio; la sopraelevazione dell'edificio distrusse alcune caditoie della torre. Tra il 1975 e il 1976, per iniziativa della Pro Loco e della Consorteria dei Gamberai, il pittore Giulio Boccaccio dipinse pareti e soffitto di un intero piano con scene della storia di Settimo lette in chiave popolare.
La visita
Il restauro dell'architetto Donatella D'Angelo, finito nel 2003, ha recuperato la torre e il palazzotto accanto: oggi ospita matrimoni, conferenze e mostre. Aperture e orari vanno verificati con il Comune.
Il consiglio della redazione
Dal 2022 la sagoma stilizzata della torre compare sulle divise del Baseball Club Settimo, che gioca nel campionato italiano di serie A.
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