Boccioleto sta nella bassa Val Sermenza, all'imboccatura della Val Cavaione, dove il Cavaione si getta nel Sermenza. Sopra il paese si alza la torre della Giavine, un monolite di gneiss alto circa 90 metri, che il comune si è messo nello stemma come montagna rocciosa d'argento in campo azzurro. Uno stemma più vecchio mostrava invece un torrente che scendeva da uno sfondo di montagne, con il motto fiat lux, e alludeva alla probabile etimologia del nome: un luogo di sassi, boci, e di rovi, buloci.
Le case con i loggiati e i tetti in lastre di pietra, le piode, risalgono al Cinquecento e al Seicento e ricordano le famiglie nobili che le abitarono, fra cui quella di Giacomo Preti detto il Giacomaccio, che capeggiò i moti contro il predominio dei notabili di Varallo. Nel 1835 il comune si annesse Fervento, fino ad allora autonomo. All'alpe Seccio, sulla parete esterna dell'oratorio di San Lorenzo, si riconoscono ancora un san Cristoforo e una Ruota della Fortuna, allegoria profana delle sorti che cambiano.
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