⛪ Chiese e santuari

chiesa di San Bartolomeo

📍 Trino, Piemonte · 41/100

La chiesa di San Bartolomeo è la parrocchiale di Trino ed è dedicata al patrono della città. Nacque a tre navate agli inizi del Duecento, quando l'antica pieve di San Michele in Insula, fuori dall'abitato, cominciò a essere abbandonata a favore del centro. Fu gravemente danneggiata nel 1628, durante il feroce assedio delle truppe di Carlo Emanuele I di Savoia, e venne rifatta quasi da capo negli anni fra il 1634 e il 1642, questa volta a una sola navata e con pianta a croce latina. La facciata, di un sobrio classicismo, è il risultato dei rifacimenti del 1839.

Cosa vedere

Il pezzo più antico è l'icona trecentesca della Madonna col Bambino, detta Madonna di San Luca, che conserva tratti ancora bizantineggianti: la donarono alla chiesa i marchesi del Monferrato di casa Paleologa. Del Rinascimento è il trittico dell'Immacolata Concezione nel transetto sinistro, opera di Gerolamo Giovenone databile al 1516 e noto anche come trittico Raspa dal nome dei committenti. Seguono una tavola di Boniforte Oldoni il Giovane con l'Incoronazione della Vergine e santi, del 1587, arrivata dalla vicina chiesa di San Pietro Martire, e un Crocefisso ligneo del Cinquecento nella cappella della Madonna di Lourdes.

La visita

Una tela merita attenzione per una ragione particolare: raffigura Gesù fanciullo con san Giuseppe e la Madonna ed è di Guglielmo Tabacchetti, figlio di quel Jan de Wespin che fu grande statuario ai Sacri Monti di Crea e di Varallo. Non è un capolavoro, ma è l'unica opera conosciuta del suo autore. La pittura piemontese dei secoli successivi è rappresentata dalla Presentazione di Gesù al tempio di Orsola Caccia, figlia del Moncalvo, del 1648; dalla grande tela nel coro con san Bartolomeo che battezza i reali di Armenia, dipinta dal casalese Pier Francesco Guala fra il 1733 e il 1734; e dagli affreschi che Luigi Morgari stese sul soffitto della navata. La chiesa custodisce inoltre le reliquie del beato Oglerio, abate di Lucedio.

Il consiglio della redazione

Guardate le opere nell'ordine in cui sono arrivate, non in quello in cui sono appese: l'icona paleologa viene dal tempo in cui Trino era terra di marchesi del Monferrato, il trittico di Giovenone dalla stagione in cui il Vercellese produceva pittura di prima qualità, la tela di Guala dal Settecento casalese. È una parrocchiale di provincia che ha assorbito, un secolo alla volta, quello che passava dalla zona, compresi i quadri di chiese vicine che venivano chiuse. La Madonna di San Luca sta qui da settecento anni ed è sopravvissuta all'assedio che distrusse tutto il resto.

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