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⛪ Chiese e santuari

chiesa di Santa Chiara

📍 Bari, Puglia · 47/100

Questa chiesa è stata la casa dei cavalieri teutonici a Bari. Si chiamava Santa Maria degli Alemanni, Santa Maria Theotonicorum, ed era annessa alla domus locale dell'Ordine: il punto in cui i tedeschi diretti a Gerusalemme si fermavano prima di imbarcarsi. Il nome che porta adesso è arrivato tre secoli dopo.

Cosa vedere

Alla fine del Duecento il numero dei tedeschi che sostavano in Puglia lungo il cammino per Gerusalemme era cresciuto molto, dopo che gli Svevi si erano stabiliti nel Mezzogiorno, e la nascita dell'Ordine teutonico aumentò ancora quel flusso. La domus di Bari dipendeva dalla casa madre di San Leonardo in Siponto: nel 1239 aveva come precettore un certo Arnold e ospitava il precettore di tutte le case dell'Ordine in Puglia, che si chiamava Gunther. Sono nomi che dicono poco al lettore di oggi, ma restituiscono con precisione la struttura di una rete: un ufficio locale, un responsabile regionale, una casa madre poco più a nord.

Nel 1492 papa Innocenzo VIII, su richiesta di Ludovico il Moro, assegnò la chiesa alle clarisse, e da allora si chiama Santa Chiara; restò comunque sotto la giurisdizione del cardinale protettore dell'Ordine teutonico e poi dei precettori di Siponto. L'arcivescovo Ricciardi ridusse in seguito le monache da quarantasei a trentuno. Nel 1539 la chiesa fu ristrutturata grazie alle donazioni di Bona Sforza, regina di Polonia e duchessa di Bari, durante il priorato della badessa Sveva; nel Settecento fu riedificata sotto la badessa Laura Gironda. Il monastero fu soppresso all'inizio dell'Ottocento e venduto pochi anni dopo alle monache di Santa Maria del Buonconsiglio; poi arrivarono i militari, che ne fecero una caserma, e a fine secolo fu abbattuta la parte superiore del campanile settecentesco. Divenne infine sede della confraternita di San Luca, fu restaurata negli anni trenta e chiusa definitivamente al culto negli anni settanta.

La visita

Non è aperta al culto: sta in strada Santa Chiara, nella città vecchia, vicino a strada San Vito e a strada Tresca, e l'accesso dipende dalla confraternita e da eventuali aperture straordinarie, quindi va verificato prima. Un quarto d'ora.

Il consiglio della redazione

Qui dentro sono conservati i misteri della Vallisa, le statue della Passione di Gesù. Non è però qui che le vedrete lavorare: la processione pasquale dei misteri parte di norma dalla chiesa di Santa Teresa dei Maschi, e da Santa Chiara è partita una volta sola, negli anni novanta. Se venite a Bari nella settimana santa, guardate il corteo per strada sapendo che quelle statue passano l'anno in una chiesa chiusa al culto, e che questo è il loro magazzino, non il loro palcoscenico.

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