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Statua di San Nicola

📍 Bari, Puglia · 47/100

Questa statua di bronzo è un regalo di Stato. La Russia la donò alla città di Bari, e fu inaugurata nel 2003 alla presenza del presidente russo, con una targa bilingue che lo ricorda. Sta davanti alla basilica, dove le ossa del santo si trovano dall'undicesimo secolo.

Cosa vedere

Nicola era vescovo di Mira, in Licia, l'attuale Turchia, e vi morì nel quarto secolo. Quando Mira fu conquistata dai musulmani, Venezia e Bari entrarono in competizione per portarne le reliquie in Occidente: sessantadue marinai baresi organizzarono una spedizione via mare, sottrassero le ossa e le portarono in città il nove maggio del 1087. Furono affidate provvisoriamente a un monastero benedettino e poi trasferite nella cripta di una nuova chiesa dedicata al santo, la basilica di San Nicola, che due anni dopo non era ancora finita quando papa Urbano II venne a presiedere di persona la cerimonia. Da allora il vescovo di Mira si chiama anche Nicola di Bari. I marinai avevano lasciato indietro le ossa più piccole, recuperate in seguito dai veneziani e oggi custodite al Lido.

Nicola è fra i santi più venerati nel mondo ortodosso, e Bari è da secoli una meta di pellegrinaggio per i russi: è questa la ragione per cui la Federazione Russa ha donato alla città un monumento al santo, opera dello scultore Zurab Tsereteli, collocato nel complesso della basilica su piazza San Nicola. Sono gli stessi anni in cui i rapporti fra Bari e la Russia si sono tradotti in atti concreti: pochi anni dopo l'inaugurazione della statua si aprirono le trattative per la restituzione alla Russia della chiesa ortodossa russa di Bari, nel quartiere Carrassi, che era di proprietà comunale e fu donata con una cerimonia ufficiale.

La visita

È all'aperto, nel complesso della basilica, e si guarda liberamente a qualunque ora. La basilica ha orari propri. Dal sette al nove maggio la città celebra la traslazione delle reliquie: un lungo corteo storico ripercorre gli eventi del 1087, e la statua processionale del santo, che è un'altra e non questa, viene portata in barca e poi lasciata in piazza per il culto pubblico. Dieci minuti per il monumento.

Il consiglio della redazione

Cercate la targa, e leggetela in entrambe le lingue. È un oggetto piccolo e facile da mancare, ma è la parte più informativa del monumento: registra il nome di un capo di Stato all'inaugurazione della statua di un santo, in una città straniera. Davanti a una basilica che custodisce reliquie dal Medioevo, quella targa mostra come un culto religioso possa diventare, molti secoli dopo, anche un linguaggio fra governi.

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