Prima dei romani la Puglia era divisa fra tre popoli: i dauni a nord, i peuceti al centro, i messapi nel Salento. Questo museo è il posto in cui si impara a distinguerli, perché ne raccoglie i corredi, i vasi e le armi. La collezione nacque nel 1875 da pochi pezzi messi insieme da un professore, e da allora è cresciuta per scavi, acquisti e donazioni.
Cosa vedere
Il percorso va dalla preistoria all'età del bronzo e poi alle età greca, bizantina, arabo-normanna e medievale, con i monili, le ceramiche e i bronzi. Fra i pezzi arrivati all'inizio del Novecento ci sono i materiali di una grande tomba di Canosa, una collezione privata e un medagliere: acquisti che allora fecero la fortuna del museo.
La sede è l'ex monastero di Santa Scolastica, sul mare, all'estremità della città vecchia: un edificio grande, con i chiostri e la vista sul porto. Sotto e attorno al complesso gli scavi hanno messo in luce la sequenza degli strati della città, dall'età antica al medioevo, e quella sequenza fa parte del percorso.
La visita
Il museo è nel borgo antico, sulla muraglia verso il mare, dieci minuti a piedi dalla basilica di San Nicola; biglietto, chiusura settimanale e orari che possono variare con i cantieri ancora in corso. Un'ora e mezza.
Il consiglio della redazione
Guardate i vasi della tomba di Canosa e tenete a mente una cosa: non li ha fatti una colonia greca, li ha comprati e poi imitati un popolo locale, che aveva i propri riti e le proprie forme. La Puglia antica non è una periferia della Grecia, è un posto che con i greci commerciava, e la differenza si vede nelle decorazioni.
