Il patrono di Oristano è sant'Archelao, festeggiato il 13 febbraio: le sue reliquie sono custodite nella cattedrale di Santa Maria Assunta. La città, di origine altomedievale, divenne un centro importante nel 1070, quando l'arcivescovo arborense Theoto vi trasferì la sede vescovile abbandonando l'ormai decaduta Tharros, probabilmente a causa delle incursioni saracene che imperversavano sul litorale occidentale sardo: il giudice Orzocco I la eresse allora a capitale del Giudicato di Arborea, protetta dalle incursioni nemiche da barriere naturali quali gli stagni circostanti.
Il medioevo oristanese fu segnato da numerose guerre fra il giudicato arborense e gli altri regni sardi: nel 1195 la città fu invasa, saccheggiata e incendiata dal giudice di Cagliari Guglielmo di Massa, che danneggiò gravemente anche l'antica cattedrale. Il giudicato raggiunse il suo massimo prestigio sotto Eleonora d'Arborea, cui la città ha dedicato una statua inaugurata nel 1881. Oristano è oggi conosciuta soprattutto per la Sartiglia, giostra equestre di probabile origine medievale e lascito della dominazione catalana, che si corre l'ultima domenica e l'ultimo martedì di carnevale: guidata da «Su Componidori», il capo-corsa, vede sfidarsi quaranta pariglie per un totale di 120 cavalieri, organizzati dai due gremi più antichi della città.