Di questa chiesa restano tre muri, e per generazioni la festa si è svolta lo stesso, intorno al rudere. Era la prima domenica di settembre, in contrada Sant'Anna: tavoli con salsicce arrostite e vino nel cortile del palazzo, la corsa del palio, l'orchestra, i giochi, e intanto la funzione religiosa dentro una chiesa che stava già cadendo.
Cosa vedere
La chiesetta fu costruita nel 1676, a tre chilometri a sud di Villarosa, e oggi è ridotta a poche pareti esterne. L'immagine sacra che vi si venerava non è andata perduta: è stata portata nella chiesa di San Giacomo, in paese, e lì si trova ancora, insieme alla statua della santa.
Il poeta Vincenzo De Simone descrisse quella festa come un'occasione in cui la gente affogava le pene di un anno in un'ora di ebbrezza, e ne parlò come di un baccanale con suoni, danze e libagioni. Fino agli anni quaranta del Novecento, però, qui si veniva anche per una ragione molto più seria: si faceva la processione per chiedere la pioggia.
La visita
I resti sono in contrada Sant'Anna, in aperta campagna a sud di Villarosa, in provincia di Enna; è un rudere, senza biglietto né orari, e non ci si addentra. Un quarto d'ora.
Il consiglio della redazione
Guardate dove sta: tre chilometri fuori dal paese, in mezzo ai campi. Non è una svista urbanistica, è la funzione. Una chiesa di campagna serviva alla campagna, e ci si andava in processione a chiedere l'acqua per il grano. È una polizza di assicurazione sul raccolto, ed è la ragione per cui è stata costruita lontano da tutti e vicino a tutto quello che contava.
