Progettata dall'architetto Rosario Gagliardi ed edificata tra il 1703 e il 1727 per i Padri Domenicani, la chiesa di San Domenico rappresenta una delle testimonianze più significative del barocco a Noto e nella Sicilia sud-orientale. L'ordine domenicano, presente in città sin dal 1344 con la fondazione della sua nona istituzione siciliana intitolata all'Annunziata, riorganizzò la propria sede conventuale dopo il terremoto del 1693.
Cosa vedere
La facciata dell'edificio si articola su due ordini sovrapposti, dorico al livello inferiore e ionico a quello superiore, caratterizzati da un'alternanza ritmica di colonne libere e nicchie. Il corpo di fabbrica centrale presenta una forma convessa coronata da un frontone curvilineo spezzato, che crea marcati effetti di chiaroscuro. L'interno è a pianta centrale con tre navate e un transetto che si interseca in corrispondenza della seconda campata. Sopra l'incrocio si erge esternamente il tiburio che copre la calotta della cupola centrale, attorno alla quale si dispongono simmetricamente a forma di X quattro cupole minori estradossate, con calotte visibili anche dall'esterno. L'aula è decorata con stucchi e altari in marmo policromo. Tra le opere pittoriche si segnalano la tela settecentesca raffigurante San Domenico che riceve lo Spirito Santo e la Madonna del Rosario dipinta da Vito D'Anna nel 1712. Presso il terzo altare della navata di sinistra si conserva un Crocifisso in legno policromo contornato da sette formelle in marmo di Carrara con altorilievi della Passione di Cristo. L'altare maggiore ospita le statue in legno dorato e cartapesta policroma della Madonna del Rosario e di San Domenico, racchiuse in un ciborio ligneo dorato disegnato dall'architetto messinese Antonio Basile. Dell'antico convento adiacente, in seguito adibito ad istituto scolastico e in gran parte ricostruito, resta intatta nell'ala meridionale la struttura che conserva un portale bugnato attribuito all'architetto Sinatra.
La visita
Dall'esterno dell'edificio si possono osservare la struttura del tiburio e le quattro cupole minori estradossate, oltre al portale bugnato del Sinatra situato lungo l'ala sud dell'ex complesso conventuale.
Il consiglio della redazione
Si consiglia di soffermarsi con attenzione sul terzo altare della navata sinistra per osservare i rilievi in marmo di Carrara dedicati alla Passione, ed esaminare da vicino il ciborio disegnato da Antonio Basile sull'altare maggiore.
