L'accademia dei Fisiocritici nacque a Siena nel 1691, quando un gruppo di studiosi decise di mettersi a osservare la natura invece di discuterne sui libri. Dal 1816 ha sede in un ex convento camaldolese del dodicesimo secolo, e il suo museo di storia naturale occupa le gallerie del chiostro, su due piani, attorno a una corte con un pozzo cinquecentesco.
Cosa vedere
Le sezioni sono quattro: geologia, zoologia, anatomia e botanica, con una serie di raccolte minori nelle sale del piano terra e nel seminterrato. Gran parte dei materiali viene dalla Toscana meridionale, per cui il museo funziona come una finestra sulla storia naturale di questa parte di regione: i minerali, i fossili delle colline, gli animali dei boschi e delle paludi bonificate.
Fra i pezzi che colpiscono di più c'è lo scheletro di un grande cetaceo, montato in una delle gallerie, e la sezione anatomica, che conserva preparati e modelli didattici dei secoli passati. È un museo scientifico che non ha rinunciato alla propria età: le collezioni stanno nelle vetrine di legno in cui furono sistemate.
La visita
Il museo è in piazzetta Silvio Gigli, dieci minuti a piedi dal Campo, vicino all'orto botanico; ingresso a costo basso o a offerta, con orari limitati e chiusura nei fine settimana da verificare. Un'ora.
Il consiglio della redazione
Guardate le vetrine, non solo quello che contengono: sono ottocentesche, con i cartellini scritti a mano e l'ordine di allora. Visitare questo museo significa vedere due cose insieme, la natura della Toscana e il modo in cui l'Ottocento la metteva in fila. La seconda, ormai, è rara quanto la prima.
