⛪ Chiese e santuari

chiesa di Sant'Agostino

📍 Siena, Toscana · 61/100

Da fuori è una chiesa gotica come le altre di Siena, mattoni e linee semplici, in fondo a un prato alberato ai margini del centro. Dentro è bianca: nel 1755, dopo un incendio, i frati chiamarono Luigi Vanvitelli — l'architetto che stava costruendo la reggia di Caserta — e gli fecero rifare l'interno. Ne è uscita una navata neoclassica, luminosa e ordinata, dentro un guscio medievale: uno dei contrasti più netti che si possano vedere in Toscana.

Cosa vedere

Nonostante il rifacimento, le opere sono rimaste. C'è la Crocifissione del Perugino, dipinta per questa chiesa e ancora al suo posto, con il paesaggio umbro alle spalle delle figure; c'è l'Adorazione dei Magi del Sodoma, affollata e teatrale; e ci sono le tavole dei pittori senesi del Trecento e del Quattrocento.

Nella cappella Piccolomini si conservano frammenti di affreschi di Ambrogio Lorenzetti, riemersi da sotto lo scialbo quando si sono fatti i restauri: sono i resti di quello che c'era prima del bianco di Vanvitelli, e vederli accanto al neoclassico spiega in un colpo solo che cosa è successo a questa chiesa.

La visita

La chiesa è in Prato Sant'Agostino, dieci minuti a piedi da piazza del Campo salendo verso l'Orto botanico; fa parte del circuito museale cittadino, con apertura stagionale e biglietto: fuori stagione può essere chiusa, e conviene verificare. Mezz'ora.

Il consiglio della redazione

Guardate il Perugino da vicino e poi allontanatevi fino in fondo alla navata: è stato dipinto per essere visto in una chiesa gotica scura, e adesso sta in una sala bianca e chiara. Il quadro funziona lo stesso, ma diversamente, e questo è forse il modo più semplice per capire cosa cambia quando si rifà l'interno di una chiesa due secoli dopo.

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