Il nome è una quercia: Dro viene probabilmente dal celtico dru, anche se il paese compare come Dro solo nel 1307. Lo stemma però mette un ulivo, e negli stemmi storici l'albero era circondato dalla scritta Omnia tellus fert, «la terra produce ogni cosa»: un vanto sul microclima, e non campato in aria, perché qui l'ulivo si coltiva al suo limite settentrionale in Italia, insieme alla vite e alle prugne che il paese fa essiccare.
Nel 1703, durante l'invasione francese del Trentino, Dro si salvò dai saccheggi grazie a una chiesa: quella di Sant'Antonio di Padova, eretta nel 1667 dalla Magnifica Comunità di Dro e Ceniga, perché il duca di Vendôme che comandava le truppe era devotissimo a quel santo. A nord dell'abitato ci sono le Marocche, il più grande scoscendimento di origine glaciale dell'arco alpino: un caos di massi enormi lungo il Sarca, che in epoca asburgica si provò a rimboschire con pino nero e pino d'Aleppo.
Distanze in linea d'aria dal centro del paese. Tocca un punto per aprirne la scheda.
Nei dintorni di Dro
Le destinazioni raccontate dalla nostra redazione più vicine, con la distanza in linea d'aria.
Luoghi da vedere entro 25 km
Fuori da Dro, ma a portata di gita.
