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Museo Nazionale Storico degli Alpini

📍 Trento, Trentino-Alto Adige · 46/100

Il Museo Nazionale Storico degli Alpini raccoglie la storia del corpo degli Alpini; si trova sulla cima del Doss Trento, noto anche come monte Verruca, nei pressi del mausoleo di Cesare Battisti, e fa parte della Rete Trentino Grande Guerra.

Cosa vedere

All'interno è raccolta la storia del corpo degli alpini, dalla lontana fondazione fino ai giorni nostri. Nelle otto nicchie laterali sono esposti trofei, medaglie, foto, oggetti personali, armi e cimeli vari. Sulla parete d'entrata, a sud, sono esposti i ritratti del generale Giuseppe Perrucchetti, il padre degli alpini, e di Cesare Battisti, assieme alla bandiera austriaca che sventolava un tempo sul castello del Buonconsiglio. Procedendo verso il lato opposto si arriva al sacrario delle medaglie d'oro delle truppe alpine, dove c'è un'opera di Paolo Caccia Dominioni, La morte del capitano, in memoria del capitano Giuseppe Grandi del battaglione alpini «Tirano», che ottenne una medaglia d'oro al valor militare. Al centro del sacrario sta una grossa pietra proveniente dal monte Grappa; alle pareti i nomi dei decorati delle guerre combattute dagli alpini e una fantasiosa rappresentazione geografica dei luoghi in cui hanno compiuto la loro storia, anch'essa di Caccia Dominioni. Nel sacrario si trovano inoltre un trittico di Mario Urbani, Falchi e prede, realizzato in trincea durante la grande guerra, e due cannoni usati dagli alpini nel secondo conflitto mondiale.

Il museo nacque su iniziativa della Legione trentina, l'associazione dei volontari della grande guerra, con il sostegno del comando superiore delle truppe alpine e dell'Associazione Nazionale Alpini. L'idea fu accolta nel 1938 dal governo italiano, che istituì la Fondazione Acropoli Alpina, e si decise di collocarlo sul Doss Trento, vicino al mausoleo; il progetto originale, molto imponente, prevedeva strade d'accesso e un piazzale, e la strada, costruita da un distaccamento di alpini di tutte e cinque le divisioni alpine, fu inaugurata nel 1942. Dopo la seconda guerra mondiale il costo dell'opera non era più sostenibile e la fondazione rinunciò al progetto iniziale; nel 1953 il comune di Trento donò l'ex polveriera austriaca, e il museo fu inaugurato ufficialmente nel 1958, in occasione della trentunesima adunata nazionale degli alpini a Trento. Per alcuni anni, a causa della cedevolezza delle pareti del Doss, non fu raggiungibile: la strada fu messa in sicurezza e il museo ebbe una seconda inaugurazione nel maggio del 1964. Data la piccolezza degli spazi, si è sempre prestato a essere un sacrario più che un museo vero e proprio, e di Paolo Caccia Dominioni resta il commento «Il Museo è bello ma è piccolo». Nel 1978 la Fondazione fu sciolta e le sue funzioni e il suo patrimonio passarono al Ministero della Difesa, che lo amministra da allora. Nell'agosto del 2017 il museo fu chiuso al pubblico per ristrutturazione, con lavori iniziati nel 2018 su progetto dell'architetto Andrea Tomasi, a cui parteciparono il secondo reggimento genio guastatori alpino e volontari dell'ANA; il 13 ottobre 2019 si tenne la cerimonia di inaugurazione della struttura, alla presenza di autorità civili e militari e di numerosi gruppi alpini.

La visita

Il museo sorge sulla cima del Doss Trento, accanto al mausoleo di Battisti; date le vicende recenti di chiusura e riapertura, orari, accessi e stato delle visite vanno verificati sul sito ufficiale del museo prima di salire.

Il consiglio della redazione

Nel sacrario cercate la grossa pietra del monte Grappa al centro e, alle pareti, la mappa fantasiosa dei luoghi delle campagne alpine: sono opera di Paolo Caccia Dominioni, lo stesso che definì il museo «bello ma piccolo».

Cosa fare qui: tour, biglietti ed esperienze

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