Il comune è nato dal referendum del sette giugno 2015 fra gli elettori di Bosentino, Centa San Nicolò, Vattaro e Vigolo Vattaro, ma questo perimetro c'era già stato: fra il 1928 e il 1947, con la campagna di fusioni del regime fascista, i quattro paesi si erano trovati sotto un unico podestà, e poi la cosa era stata disfatta. Quello che era stato imposto è stato in seguito scelto. In attesa dell'emblema ufficiale, il Comune usa uno scudo che mette semplicemente insieme i quattro stemmi di prima, in ordine alfabetico.
I paesi dell'altopiano stanno sulla strada romana che collega la Valsugana alla valle dell'Adige, e l'hanno pagata: gli eserciti passavano di qui, e Vigolo Vattaro subì il sacco dei rivoltosi trentini. Dal 1020 al 1801 furono sotto il principato vescovile di Trento, e nel Medioevo si insediarono qui coloni tedeschi — a Centa in particolare — di cui restano ancora molti cognomi. Nella parrocchiale di Vigolo Vattaro c'è un bassorilievo paleocristiano, forse anteriore al settimo secolo, con un albero d'ulivo e degli uccelli. Il quattro maggio 1945 i soldati tedeschi in ritirata uccisero a Vattaro sette partigiani: una lapide li ricorda.
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