Campi, castello di pendio sorto nel 1288 lungo l'antica strada che collegava Norcia con Visso, ha in Sant'Andrea la sua chiesa parrocchiale. L'edificio trecentesco fu costruito a spese dell'Universitas Campli Castri, la comunità degli abitanti, che ne conservò il diritto di patronato: dipese dall'abbazia di Sant'Eutizio fino al 1493, quando ottenne il titolo plebale e la parrocchialità, con la Comunanza di Campi che nominava direttamente il parroco.
Il terremoto dell'ottobre 2016 l'ha gravemente ferita: sono crollati la facciata, il portico rinascimentale e la porta cittadina trecentesca a cui la chiesa era addossata; l'interno è stato sventrato fino al primo pilastro centrale e circa metà del tetto è venuta giù.
Cosa vedere
Il pezzo più scenografico era il portico pensile cinquecentesco a pianta triangolare, delimitato da cinque arcate: sul portale di sinistra, ad arco acuto, era scolpito l'agnello crucigero dell'ordine di San Benedetto e le ante lignee portavano incisa la data 1570. Sotto il tetto un affresco mostrava Sant'Andrea vegliardo che sorregge la rocca di cui è patrono; alla base, un'epigrafe funeraria romana del I secolo a.C., proveniente dal mausoleo della gens Entedia, era stata murata a rovescio nel Trecento da lavoratori che non sapevano leggere.
Oggi resiste la zona absidale con la possente torre campanaria a quattro fornici e tre campane, a cui si appoggia la porzione di edificio rimasta in piedi. Le tre opere maggiori — una Croce dipinta nel 1241 o 1242 da Petrus pictor spoletino, un polittico di Giovanni Sparapane della seconda metà del Quattrocento e una statua lignea di Sant'Andrea seduto, alta 1,40 metri, con il modello di Campi in mano — erano state trasferite fin dagli anni Settanta e oggi si trovano al Museo Diocesano di Spoleto.
La visita
Campi è stato tra i borghi della Valcastoriana più colpiti dal sisma e l'accessibilità dell'area della chiesa dipende dallo stato dei cantieri di ricostruzione: conviene informarsi prima di salire. Anche a distanza, però, il campanile superstite e il profilo del castello di pendio lasciano leggere l'impianto medievale dell'abitato, con la chiesa che faceva corpo unico con la porta urbana meridionale.
Il consiglio della redazione
Il modo più concreto di visitare Sant'Andrea, oggi, passa da Spoleto: al Museo Diocesano sono custodite la Croce duecentesca, il polittico dello Sparapane e la statua del santo che regge il modellino del paese. Vederle sapendo da dove vengono — e che cosa le aspetta al ritorno — è il completamento naturale di un viaggio tra Norcia e la valle di Campi.
