⛪ Chiese e santuari

Tempietto del Clitunno

📍 Campello sul Clitunno, Umbria · 68/100

Per quattro secoli lo hanno preso per un tempio romano: Palladio lo disegnò credendolo antico, Piranesi lo incise, Byron lo mise nel Childe Harold, e tutti i viaggiatori del Grand Tour si fermavano sulla Flaminia a vedere il tempietto sull'acqua del Clitunno, il fiume delle sorgenti che Plinio il Giovane descriveva con i templi e le ville tutt'intorno. Invece è una chiesa, San Salvatore, costruita fra il settimo e l'ottavo secolo dai longobardi del ducato di Spoleto con pezzi di edifici romani smontati nei dintorni e con colonne, capitelli e iscrizioni scolpiti apposta per sembrare antichi: un falso di mille e trecento anni fa, così ben fatto che dal 2011 è patrimonio dell'umanità con gli altri luoghi del potere longobardo in Italia.

Cosa vedere

La facciata, prima di tutto, con le quattro colonne corinzie fra due pilastri, due lisce e due scanalate a spirale, il frontone con la croce fra i tralci di acanto, e sull'architrave la scritta in capitali romane perfette: Santo Dio degli angeli che fece la resurrezione. Le altre due, sui fianchi, si sono perse quando nel Settecento i portichetti laterali furono smontati e le colonne vendute; restano le scale di accesso. Sotto, la camera del basamento, che coincide con i resti di un edificio pagano più antico.

Dentro, la cella con la volta a botte, lunga undici metri in tutto, e in fondo l'edicola con le colonnine che inquadra l'abside: sulla parete gli affreschi del settimo secolo, il Salvatore fra i santi Pietro e Paolo, due angeli nei medaglioni e la croce gemmata, dipinti come le icone di Santa Maria Antiqua a Roma e del Sinai, fra i più antichi dell'Umbria. Nel muro dell'abside la cassa di lastre di marmo, forse un tabernacolo o una reliquia della croce. Fuori, il fiume che passa sotto, il vecchio mulino e, un chilometro più su, le Fonti del Clitunno con i cigni e l'acqua trasparente che Carducci cantò.

La visita

Il tempietto è a Pissignano, lungo la Flaminia fra Spoleto e Foligno, con un piccolo parcheggio; è un museo statale con biglietto ridotto e orari corti, spesso con chiusura infrasettimanale, da controllare prima: si visita in venti minuti. Le Fonti del Clitunno, a parte, hanno il loro ingresso e il loro biglietto. Spoleto è a dieci chilometri, e la basilica di San Salvatore, l'altro monumento longobardo del sito UNESCO, è la tappa naturale dopo.

Il consiglio della redazione

Leggete l'iscrizione sull'architrave prima di entrare e pensate che chi la scolpì, in un secolo che chiamiamo buio, sapeva fare lettere romane meglio dei romani del suo tempo. Poi andate alle Fonti e sedetevi dove l'acqua esce dalla ghiaia: Plinio ci vide gli oracoli, Carducci le ninfe, e il tempietto, visto da lì, torna quello che tutti hanno voluto che fosse.

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