La chiesa di Sant'Ercolano si trova a Perugia all'incrocio fra via Sant'Ercolano e viale Indipendenza, addossata alle mura etrusche accanto all'omonima scalinata.
Cosa vedere
Costruita fra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento, la chiesa fu dedicata nel 1317 dal Comune di Perugia al patrono cittadino Ercolano, vescovo martire ucciso nel 540 durante l'assedio della città da parte di Totila; in origine più imponente, con una seconda cappella al piano superiore, perse quest'ultima nel 1542, quando fu demolita perché ostacolava la vista sulla nuova Rocca Paolina. Dopo un periodo di abbandono, il vescovo Napoleone Comitoli ne promosse il restauro, e nel 1607 la chiesa fu affidata ai padri Barnabiti, che la riaprirono al culto; questi ultimi vi rimasero fino al 1777, quando l'edificio passò alla Compagnia di San Martino, ancora oggi proprietaria come Fondazione Sodalizio di San Martino.
A pianta centrale ottagonale, la chiesa si sviluppa verticalmente come una torre più che come un edificio religioso, con un campanile che espone un orologio. Gli affreschi delle volte, opera del genovese Giovanni Andrea Carlone nel 1675, sono fra i più importanti esempi di pittura illusionistica barocca della città, con una finta cupola dipinta sopra le volte gotiche a crociera; le cappelle laterali conservano stucchi del francese Jean Regnaud di Champagne e, nella tribuna absidale, una copia secentesca della Pala dei Decemviri, il cui originale di Perugino è oggi alla Pinacoteca Vaticana. L'altare è ricavato da un sarcofago romano del III secolo decorato con scene di caccia. Dopo la prima guerra mondiale la chiesa divenne anche sacrario militare.
La visita
La chiesa, oggetto di un importante restauro concluso nel 2006, è aperta al culto secondo gli orari delle funzioni religiose.
Il consiglio della redazione
Alzate lo sguardo alla finta cupola del Carlone: da fuori la chiesa sembra una fortezza compatta, ma all'interno l'illusione pittorica apre lo spazio verso l'alto, un contrasto che vale da solo la visita.






